Marche

a processo un giovane guineano

MACERATA Prima aveva chiesto da mangiare, al rifiuto dei ristoratori aveva reagito minacciandoli di morte e graffiando uno dei due. Si è aperto ieri il processo a carico di un guineano di 27 anni, Mamadou Bente Diallo. Lo straniero, accusato di tentata rapina e lesioni aggravate, dal giorno del fatto (luglio dello scorso anno) è in carcere a Montacuto.

La vicenda

Il fatto risale alla notte tra il 4 e il 5 luglio 2025. In base a quanto ricostruito dalla Procura Diallo, irregolare e senza fissa dimora, si era presentato qualche minuto dopo la mezzanotte al ristorante Pescheria Km25 in via IV Novembre, piccola traversa di corso Cavour. Era entrato nel locale chiedendo da mangiare. Il ristorante, gestito da una coppia di coniugi, era in chiusura e in quel momento al bancone c’era la moglie.

«Gli ho detto che non c’era più niente e di andare via – aveva raccontato l’indomani la donna -, ma lui ha iniziato a dire “Io mangiare”, poi si è agitato e ha iniziato a dire “Soldi”, “soldi”. Mio marito è intervenuto e lo ha accompagnato fuori, ma lui gli ha messo le mani addosso, gli ha strappato la maglia, lo ha graffiato». Lo straniero si era allontanato di qualche metro, aveva preso un sacchetto bianco poggiato a terra ed era tornato indietro.

«Dalla busta usciva qualcosa, mi era sembrato un coltello – aveva aggiunto la ristoratrice -, abbiamo avuto paura e ci siamo chiusi dentro». Nel sacchetto invece c’era una bottiglia di vetro e con quella aveva iniziato a battere contro il vetro della porta. «Non solo con la bottiglia – aveva aggiunto la commerciante -, ha iniziato a prendere a pugni il vetro e urlava “Vi ammazzo”, “Ti apro la pancia con un coltello” e altre parole oscene. Ero talmente agitata che non riuscivo a inserire il Pin per sbloccare il telefono e ho detto a una ragazza che era con noi di chiamare la polizia». Il giovane era stato arrestato pochi minuti dopo, il marito della ristoratrice invece era finito al pronto soccorso (ha riportato un giorno di prognosi). Ieri si è aperto il processo dinanzi al collegio e al pm Francesco Carusi, prossima udienza il 4 maggio per sentire le vittime. L’imputato è difeso dall’avvocato Raffaella Cesari che evidenzia come il suo assistito sia da 10 anni in Italia ed è incensurato.




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