Casilino 23. Storia di una comunità – 8
In 13 ettari di verde, l’area del parco Villa De Sanctis (Parco Casilino-Labicano), posto tra Via Casilina e Via dei Gordiani, conserva una storia antica rilevante. Nota in epoca romana col nome di “ad Duas Lauros” (Due Allori), contiene in sé quelle che Marcel Proust chiamava “le intermittenze del cuore”, palpiti di memorie che sollecitano rimembranze lontane, rivissute ogni volta che si varcano i cancelli d’ingresso: archeologia, arte, ambiente, giochi e sport, sapori di comunità e di storie di vita vissuta e da vivere.
Ad Duas Lauros era parte del possedimento di Flavia Giulia Elena, madre di Costantino, morta nel 328 d.C., il cui Mausoleo si staglia autorevolmente dentro il parco con la sua forma circolare. Un’area imperiale che si estendeva dalla Porta Sessoriana (oggi, Porta Maggiore) fino al terzo miglio della antica via Labicana.

In particolare, nella cupola semidistrutta del Mausoleo, sono ben visibili le “pignatte” (in dialetto: anfore di terracotta), che servivano per alleggerire il peso del manufatto; da qui il nome del quartiere popolare limitrofo, di Tor Pignattara.
Prima della sua costruzione, voluta dall’imperatore Costantino, e presumibilmente pensata dapprima per la propria sepoltura, l’area era utilizzata come cimitero dagli Equites singulares, i cavalieri a protezione dell’Imperatore.
Dopo la morte di Elena, l’area fu acquisita dalla Chiesa. Il sarcofago di Elena è oggi ai Musei Vaticani. Nel XII secolo, le reliquie furono traslate dal mausoleo al Laterano e successivamente nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, dove si trovano ancora oggi in un altare a lei dedicato (il “Tempietto”).
Accanto al Mausoleo si trovano le Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro (paleocristiane, le terze per estensione a Roma, dove i cristiani tumulavano i propri defunti). Al suo interno si possono ammirare affreschi policromi ben conservati (https://abitarearoma.it/la-signora-delle-preghiere-nelle-catacombe-dei-santi-marcellino-e-pietro/).
Durante la Resistenza i suoi cunicoli sotterranei furono rifugio di difesa e nascondiglio dei Partigiani.
Dal 2014 le catacombe sono visitabili in tutta sicurezza, grazie al restauro finanziato, in parte, dalla Fondazione Aliyev, dell’Azerbaigian, con un Protocollo d’intesa siglato due anni prima con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
Oggi, si occupa queste ricchezze archeologiche l’ “Ecomuseo Casilino”, Via Casilina, 641; cell. 3396528887, e-mail: santimarcellinoepietro@gmail.com (per info e prenotazioni visite).
Il parco Villa De Sanctis
L’area era di proprietà di Filippo De Sanctis, che, nel 1942, lasciò in dono la sua ricchezza all’Ente Comunale Assistenza di Roma, con un vincolo di usufrutto di due casali alle famiglie degli allora lavoranti e custodi della tenuta.
Nei decenni successivi l’area fu concessa in affitto a diversi soggetti che avviarono varie attività, tra cui autodemolitori, depositi di materiale edile.
Scaduto l’affitto, le attività divennero abusive. Ad aggravare l’illegalità subentrò negli anni Settanta l’occupazione da parte di una società sportiva di un’area di migliaia di mq, che, successivamente, fu subaffittata più o meno legalmente ad un ristorante: La Carovana (di questo parleremo tra poco).
Comunque, già col Sindaco Petroselli, nel 1981, dopo lotte e proteste dei residenti negli anni Settanta, l’area diventa Parco Pubblico Labicano. La storia passata del parco è stata, dunque, anche contrassegnata dalla lotta degli abitanti.

Per “liberarlo da sfasciacarrozze e officine varie, si costituì nel 1993 un “Comitato per il parco Labicano”, che, simbolicamente, occupò l’area al fine di richiederne la bonifica”
(In Abitare A 20 anni (1987-2007) a pagina 53 c’è la cronistoria completa del Parco Villa De Sanctis fino al 2007 https://abitarearoma.it/PDF/ABITARE20ANNI.pdf).
Inizia, così, lo sgombero dei materiali degli sfasciacarrozze da parte del Comune (settembre 1994), con vibranti proteste degli addetti alle attività di autodemolizioni (vedi foto del giornale locale “Viavai” successiva); il 5 novembre 1994 più di mille cittadini parteciparono alla festa-manifestazione per aprire al pubblico il Parco nei primi tre ettari, che, finalmente, furono inaugurati il 28 settembre 1997 dal Sindaco Rutelli.

Gennaio 2000. Foto (di Mario Rota) di una pagina del giornale locale “Viavai” che pubblicò l’intervento delle ruspe per bonificare Villa De Sanctis occupata dagli sfasciacarrozze, demolendone i capannoni in via dei Gordiani. In parallelo gli occupanti reagirono con vibranti proteste.
Il parco fu inaugurato dapprima dal Sindaco Rutelli, il 5 novembre 1994 e successivamente dal Sindaco Veltroni nel 2001. Da quella data, partì anche il progetto della Polisportiva Villa De Sanctis.
Il febbraio 2001 ci fu l’inaugurazione del Sindaco Veltroni del Centro Sportivo Villa De Sanctis.
La Giunta Comunale, il 26 ottobre 2005, approvò un finanziamento di 2 milioni di euro di ulteriori interventi strutturali per altri 13 ettari.
Ad oggi mancano ancora circa 24 ettari del vecchio possedimento, che, però sono di proprietà private. Se si perseguisse e attuasse il progetto di unire tutta l’area inserita nel vincolo archeologico “Tor Pignattara” avremmo la congiunzione dell’area di cui abbiamo parlato con quella dell’attuale Villa Gordiani.
2026. Il Parco di Villa De Sanctis, oggi




2026. La Polisportiva Villa De Sanctis
A gestire gli impianti sportivi di Roma Capitale, di Via dei Gordiani n. 5, è Fabio Balzani, 51 anni, Presidente e Amministratore Unico della “Polisportiva Villa de Sanctis s.r.l.”. Si avvale di uno staff di 5 collaboratori, per lo più giovani, che lavorano in pratica dalle ore 7 alle 23 nel periodo estivo.
Lo incontriamo in un pomeriggio dei primi di marzo 2026. Empatico e motivato per offrire ai cittadini servizi di qualità e a prezzi amministrati (le tariffe per l’uso dei servizi le stabilisce il Campidoglio), ci riassume i programmi della Polisportiva.

L’offerta sportiva è vasta: nuoto libero in piscina, acquafitness, tennis con 5 campi i terra battuta (ha 250 iscritti), 2 campi di calcetto a 5, campi di paddle, scuola calcio, corsi di tennis, centri estivi per ragazzi, feste di compleanno. La struttura ha un vasto parcheggio gratuito a disposizione dei clienti. E’ collegata da bus 552, 412, 542, 556 e stazione Gardenie della Metro C.
La struttura possiede materiali e medicinali di primo soccorso con attestato BLSD (Basic Life Support and Defribillation). Per le persone diversamente abili, la Direzione è sempre pronta ad assisterle e a farle sentire agiati.
Per informazioni chiamare ai numeri: 0624408515 / 3891419985 (indirizzo mail: villadesanctis@gmail.com).
Fabio precisa che: “La Polisportiva è totalmente autofinanziata, non riceviamo finanziamenti pubblici, i ricavi arrivano dagli introiti dei nostri clienti per gli usi degli impianti, compresi gli affitti ad ore dei campi. Non iscriviamo con il tesseramento, gli unici Soci sono quelli aderenti alla Uisp (Unione Italiana Sport Popolari), per le coperture assicurative”.


In seguito al tremendo scoppio della vicina pompa di benzina di Via Gordiani del luglio scorso, Fabio ci assicura che la piscina sarà aperta a pieno regime (122 lettini con ombrelloni al costo popolare di 10 euro per mezza giornata, con assistenza di uno o due bagnini con brevetti certificati), mentre per gli altri impianti, in attesa che terminino i lavori di ristrutturazione a spese del Comune, che inizieranno per la fine dell’estate, probabilmente sarà osservato il numero chiuso.
Fabio ci dice che i clienti vengono per la maggior parte dal territorio vicino, comprese tutte le zone del Municipio V, ma arrivano anche da zone più lontane. “Il luogo, anche per la sua bellezza archeologica (Mausoleo di San Elena, madre di Costantino, e le Catacombe dei SS. Pietro e Marcellino), come pure della piscina, attira le presenze, che si avvalgono della comodità delle vicine stazioni della Metro C e delle linee bus afferenti”.
Lo scoppio del 4 luglio 2025



Casa della Cultura e dello Sport “Silvio di Francia”
Il luogo dove negli anni fine Ottanta- inizio Novanta c’era il Ristorante “La Carovana”, oggi, dopo una radicale ristrutturazione, è sede della Casa della Cultura e dello Sport del Municipio Roma V, inaugurata nel 2012, intitolata poi, nel 2023 a Silvio di Francia.
L’origine del manufatto è degli anni di fine Ottocento e primi del Novecento, era la dimora della famiglia padronale De Sanctis. “Forse non tutti sanno che, prima dell’attuale Polisportiva, nel parco, c’era un altro Centro sportivo, in subaffitto più o meno legale, con campo da tennis, parliamo degli anni Settanta-Ottanta del Novecento”, ci informa la consigliera municipale Antonella Fioretti in un incontro davanti alla Casa della Cultura.

La consigliera municipale Fioretti, ci ricorda, infatti, che “in questo ristorante mia sorella ha festeggiato il suo matrimonio, era il 1976”.



La Casa della Cultura fu inaugurata nel 2012, data che coincide anche con la nascita dell’attività dell’Ecomuseo Casilino, quale progetto di recupero dell’intero Comprensorio Casilino, e del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico dei quartieri circostanti. In particolare il WWF del Lazio ad oggi ha censito 43 specie di uccelli nell’area complessiva.

Silvio Di Francia, morto precocemente nel marzo 2023, è stato presidente di Zetema e Assessore alla Cultura del Comune di Roma coi Sindaci Rutelli e Veltroni.
“Nello stesso anno del 2023”, è stato inaugurato il Parco delle sculture con opere di Immacolata Datti (Porta Magica), Carlo Lorenzetti (Romana), Anna Ajò (Freeze), Giuliano Giuliani (Luna Verde). Il prossino 15 giugno sarà poi inaugurata una statua del grande Alberto Sordi.
2026. Una scultura bronzea chiamata Cento, che ricorda il centenario della nascita dello scultore, donata dalla città di Pecs (Ungheria), nel 2009 e inaugurata l’anno successivo a Villa De Sanctis, dedicata ad Amerigo Tot, scultore, attore e pittore ungherese (1909-1984), che passò i suoi ultimi anni di vita a Roma, partigiano anche in Italia dal 1943. La realizzazione della scultura è opera di un gruppo di undici artisti ungheresi e italiani dell’Associazione “La fonderia” di Pecs.
“La Casa della Cultura”, continua a darci notizie Antonella Fioretti, “ha ospitato e continua a farlo, incontri ed esposizioni di mostre, convegni, laboratori, confronti coi cittadini. L’edificio ospita, ai piani superiori, pure una decina di impiegati dell’Ufficio Cultura municipale, che possono offrire, per consultazione, libri, documentazione e foto relative al territorio di Roma Capitale.
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