Piemonte

Ad Alessandria si è chiusa la rassegna dedicata a Umberto Eco

ALESSANDRIA – A 10 anni di distanza dalla scomparsa del suo “figlio” più illustre, Alessandria ha potuto finalmente (iniziare a) celebrare Umberto Eco. Lo ha fatto venerdì 13 e sabato 14 marzo, con una due-giorni che ha visto la proposta di tavole rotonde, lectiones, conferenze e un momento musicale finale.

Buona risposta di pubblico

Al termine dell’iniziativa, c’è soddisfazione da parte degli organizzatori (il Comune di Alessandria e il Festival della Comunicazione, in collaborazione con la Fondazione Umberto Eco, l’Università del Piemonte Orientale e ASM Costruire Insieme) per la risposta del pubblico. Aspetto che era particolarmente importante (e atteso), dal momento che il filo rosso delle giornate era proprio il rapporto tra Umberto Eco e la città: “Umberto Eco alessandrino” era non a caso il nome della rassegna. «La partecipazione calorosa e la vivacità del dibattito dimostrano quanto il nostro concittadino Umberto Eco continui a interessare e a ispirare» – ha commentato il sindaco della città, Giorgio Abonante – «Non chiudiamo le celebrazioni: le abbiamo aperte, in un calendario che si svilupperà per tutto il 2026 e oltre, con l’auspicio di fare di questa rassegna un appuntamento fisso della nostra città».

Parole e musica: Coscia diplomato ad honorem

Il programma ha offerto appuntamenti di alto profilo con oltre venti ospiti – da Marco Belpoliti a Maurizio Ferraris, da Valentina Pisanty a Riccardo Fedriga e Roberto Cotroneo, e i professori Mirko Canevaro, Giorgio Barberis, Alessandro Provera e Stefania Irene Sini – spaziando dalla lectio inaugurale “10 cose che ho imparato da Umberto Eco” di Belpoliti alla riflessione sul carattere alessandrino del suo pensiero di sabato pomeriggio, fino all’omaggio musicale con gli strumenti a lui cari. Gianni Coscia, 95 anni, musicista molto noto in città e amico di Umberto Eco, è stato protagonista dell’appuntamento finale della rassegna insieme al Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria: nell’occasione gli è stato anche riconosciuto il diploma accademico ad honorem in Composizione jazz.

«Aveva sempre qualcosa in più di tutti quelli che gli stavano attorno»

Gli alessandrini (e non solo) che avevano conosciuto Eco si sono certamente ritrovati nei numerosi aneddoti raccontati durante gli incontri, mentre i giovani hanno potuto cogliere qualcosa della sua personalità fuori dal comune. Gli ospiti – alcuni dei quali studenti, discepoli o collaboratori dell’autore – hanno infatti raccontato momenti anche autobiografici in cui sono stati in compagnia del semiologo e della sua spiccata e brillante ironia. Oltre a sprazzi di vita vissuta, nella rassegna si è cercato di testimoniare e discutere l’enorme lascito intellettuale di Umberto Eco, sia come scrittore di romanzi di successo, sia come filosofo ispirato, o meglio come «storico delle idee» come usava qualificare se stesso. «Secondo me la sua caratteristica principale era la velocità. Pensava in maniera incredibilmente veloce, arrivava prima. Aveva sempre qualcosa in più di tutti quelli che gli stavano attorno» lo ha ricordato così, in conclusione del suo discorso, Roberto Cotroneo, scrittore e giornalista alessandrino che ha raccontato (come altri) di aver conosciuto Umberto Eco alla presentazione di uno dei suoi libri al liceo classico “Plana” di Alessandria, quando era ragazzo. «Questa due giorni ha dimostrato come l’eredità di Umberto Eco sia viva e attuale. La Fondazione è orgogliosa di questa partnership» – ha sottolineato Stefano Eco, presidente della Fondazione Umberto Eco – «La Fondazione Umberto Eco è favorevole all’idea di dare continuità ad Alessandria, perché diventi uno dei punti di riferimento nazionali per la diffusione del suo pensiero».

I video di tutti gli incontri sono disponibili gratuitamente online su framecultura.it/live/umberto-eco-alessandrino e sul canale Youtube del Festival della Comunicazione youtube.com/@FestivalComunicazioneit.

 

 

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