“Stop ai rapporti con Palantir”
Un sit-in davanti al Ministero della Difesa (Italia) per contestare la presenza a Roma del miliardario della tecnologia Peter Thiel e denunciare i presunti rapporti tra il governo italiano e la società di analisi dei dati Palantir Technologies.
A organizzarlo sono stati gli attivisti del movimento No Kings, che nella giornata di oggi hanno manifestato davanti alla sede del dicastero accusando l’imprenditore statunitense di promuovere una visione del mondo “antidemocratica e suprematista” e criticando le collaborazioni tra istituzioni e grandi aziende tecnologiche.
La protesta
Secondo quanto dichiarato dal movimento, Thiel sarebbe arrivato nella Capitale per promuovere la propria visione politica e imprenditoriale, mentre la sua azienda — attiva nello sviluppo di piattaforme di analisi dei dati utilizzate anche da governi e forze di sicurezza — sarebbe coinvolta, secondo gli attivisti, in diversi contesti internazionali controversi.
Nel comunicato diffuso durante la protesta, gli attivisti hanno accusato l’imprenditore di essere “un tecnoligarca con le mani sporche di sangue” e hanno criticato i presunti rapporti tra Palantir Technologies e il governo guidato da Giorgia Meloni, sostenendo che eventuali collaborazioni con il Ministero della Difesa (Italia) non sarebbero state rese pienamente trasparenti al pubblico e al Parlamento.
Il riferimento allo striscione al Colosseo
Nel mirino degli attivisti è finito anche uno striscione comparso nei pressi del Colosseo per salutare l’arrivo dell’imprenditore nella Capitale.
Secondo i manifestanti, il gesto rappresenterebbe il segnale di una vicinanza politica a figure e modelli che contestano apertamente.
La mobilitazione del movimento
La protesta di oggi è solo una tappa di una mobilitazione più ampia annunciata dal movimento No Kings.
Gli attivisti hanno infatti dichiarato che le iniziative continueranno nelle prossime settimane nelle città impegnate nelle mobilitazioni contro la guerra e il riarmo, fino alla manifestazione nazionale prevista il 28 marzo a Roma.
Secondo quanto annunciato dagli organizzatori, l’evento si svolgerà in contemporanea con iniziative analoghe negli Stati Uniti e a Londra, con l’obiettivo di costruire una mobilitazione internazionale contro le politiche di riarmo e le grandi concentrazioni di potere economico e tecnologico.
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