Emilia Romagna

“Trasferimento a Roma licenziamento mascherato”


“Non si trasferiscono di 350 chilometri dei lavoratori con una settimana di preavviso”: è quanto ha dichiarato la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein dopo aver incontrato, prima del presidio in Piazza San Francesco contro la riforma della giustizia, alcuni ricercatori di ItaliaMeteo. Il governo ha deciso di chiudere la sede bolognese dell’agenzia e trasferirla a Roma, lasciando ai dipendenti una settimana per scegliere se seguire o perdere il posto.

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Prima dell’inizio dell’evento, la segretaria dem insieme al presidente della Regione, Michele De Pascale, e al sindaco,Matteo Lepore, si sono fermati a parlare con alcuni ricercatori dell’agenzia presenti in piazza. Lavoratori a cui è stato chiesto di raggiungere la capitale con “una settimana di preavviso”.

“Questo è sostanzialmente un licenziamento mascherato”, ha affondato Schlein. “La volontà di destituire un team di ricerca che lavora su questioni strategiche per il nostro Paese, in uno dei Paesi più esposti agli eventi climatici estremi, è una scelta sbagliata, che il governo non si è neanche sprecato a spiegare.”

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De Pascale ha puntato il dito sulla contraddizione interna alla scelta del governo: “O questa agenzia è strategica, e allora ci si sta dicendo che tutto ciò che è strategico deve andare a Roma, il che dovrebbe preoccupare tutti i territori italiani, visto che in Emilia-Romagna abbiamo anche due agenzie europee. Oppure la volontà è chiuderla o trasformarla in un ufficio della Protezione Civile, e in questo caso il problema è ancora più serio, perché significa che la ricerca meteorologica e climatica non è una priorità per questo governo.”

Lepore ha richiamato l’attenzione sul contesto in cui ItaliaMeteo opera: “Abbiamo costruito al Tecnopolo uno dei sette hub più importanti in Europa sul supercalcolo e l’intelligenza artificiale, insieme all’Ecmwf e al Cineca. I ricercatori italiani sono già pagati un terzo di quelli europei: dobbiamo dare l’idea che l’Italia è un paese di opportunità, non depotenziare quello che funziona.”

La questione era già esplosa a febbraio, quando De Pascale e Lepore avevano denunciato congiuntamente i rischi legati al trasferimento, definendo il Dama “un unicum scientifico e tecnologico a livello nazionale ed europeo”. Oggi la protesta si è fatta più concreta, con i lavoratori stessi presenti in piazza.

Schlein ha annunciato che il Pd continuerà a seguire la vicenda anche attraverso i propri parlamentari, e ha sollecitato una risposta da parte della presidente del Consiglio alle lettere già inviate da regioni e comuni: “Continueremo a batterci al vostro fianco, perché è una scelta incomprensibile.”

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