Marche

investita. Riconosciuto pure il danno morale

MACERATA Ferma l’auto e attraversa la strada per prestare aiuto a un cane, arriva una macchina, l’automobilista vede il cane ma non la giovane e per evitare l’animale la investa. È quanto accaduto in un comune dell’entroterra nove anni fa, la donna, un’insegnante di danza, dopo quell’incidente ha vissuto un vero e proprio calvario. Adesso i giudici della Corte d’Appello di Ancona le hanno riconosciuto il danno morale subito (escluso in primo grado) condannando l’assicurazione a pagare, ma in forma molto ridotta dal momento che nel concorso di colpa, il 70% della responsabilità è stato riconosciuto in capo a lei.

La ricostruzione

L’incidente era avvenuto una sera di dicembre del 2017 in un comune dell’entroterra. Era buio, la giovane aveva visto un cane nella corsia opposta e dopo aver inserito le quattro frecce aveva accostato a margine della strada per poi attraversare per mettere in sicurezza l’animale. In quel momento però era sopraggiunta una Fiat Punto in senso contrario, l’uomo alla guida aveva visto il cane, ma non la giovane che era vestita di scuro e non indossava il giubetto catarifrangente, travolgendola.

L’insegnante di danza, tramite l’avvocato Sandro Giustozzi e Fabrizio Colagiacomi avviò una causa civile per chiedere il risarcimento dei danni patiti nei confronti del proprietario dell’auto e del conducente assistiti dall’avvocato Giampaolo Cicconi e dell’assicurazione tutelata dall’avvocato Simonetta Sanarighi

. Dalla ricostruzione eseguita dalla polizia Stradale e dalle testimonianze raccolte era emerso che l’impatto era avvenuto nella corsia dell’automobilista. Così, sulla base di questi elementi, nel 2025, nella fase stragiudiziale, il giudice civile del Tribunale di Macerata riconoscendo un concorso di colpa della giovane nella misura del 70%, liquidò 97mila euro per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, somma che l’assicurazione ha pagato. Ma i legali della donna hanno impugnato la sentenza in appello contestando più aspetti, a partire dalla responsabilità individuata dal primo giudice fino al mancato riconoscimento del danno morale subito dalla donna.

In merito al primo aspetto i giudici dorici hanno confermato il comportamento imprudente della donna che di notte, vestita di scuro, ha attraversato la strada «omettendo di dare la precedenza alle auto circolanti indugiando, senza necessità, sulla carreggiata stessa».

Sul secondo invece hanno condiviso la ricostruzione dei legali riconoscendo il danno morale da sofferenza soggettiva interiore.

L’insegnante di danza, aveva riportato danni a una gamba e al volto. Dal giorno dell’investimento ha interrotto il lavoro, non ha più indossato né tacchi alti né gonne che lasciassero scoperte le gambe e per molti mesi ha evitato di uscire provando disagio. Aveva riportato conseguenze anche al viso con problemi di masticazione. «Le gravissime lesioni subite – scrive la Corte – le hanno quindi provocato anche una profonda sofferenza psicologica». I giudici hanno così riconosciuto un danno superiore quantificato in circa 33mila euro.




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