Neue Grafik – Rachael: Tra Blade Runner e nu jazz :: Le Recensioni di OndaRock
Neue Grafik, pseudonimo di Fred N’thepe, è un polistrumentista parigino trapiantato a Londra, zona sud, dove ha forgiato il suo suono tra le jam improvvisate del Total Refreshment Centre e gli studi alla Bill Evans Academy. “Rachael” è il suo terzo album; ma se i primi due si ponevano quasi come una raccolta di singoli, qui fin dal titolo si prova a evidenziare il nucleo tematico che ispira e unisce le diverse composizioni tra loro: Rachael, personaggio di “Blade Runner“, un modello di replicante Nexus 6 ignara della sua natura artificiale, alla quale il personaggio di Deckard si legherà.
“Rachael” allora vuole porsi come un’esplorazione dell’amore in chiave intima, cruda e organica. Lo fa in dieci tracce che si muovono tra leggerezza house e profondità jazz, intrecciando hip-hop, broken beat, grime e afrobeat. Ne viene fuori un disco ibrido, che cattura l’essenza della scena londinese contemporanea (nonché la profondità e la potenza della sua scena jazz: d’altronde nella sua carriera, Neue Grafik aveva già collaborato con Nubya Garcia, Emma-Jean Thackray, Lord Apex e Allysha Joy).
“Rachael pt. 1” apre l’album con un suono di archi che si intrecciano, una apertura lirica che immerge l’ascoltatore in una dimensione cinematografica e onirica. Molto diversa la traccia successiva “Narcissus 909”, con il suo groove drum’n’bass che si muove tra nu-jazz e minimal. L’elettronica prende il sopravvento con “Voigh Kampf 808” e il lirismo iniziale è ormai solo un ricordo; siamo in un modo cristallizzato nell’immaginario digital anni Novanta.
L’umano ritorna in “Bold”, grazie alla voce di Jerome Thomas, stratificata e piena di riverbero come non mai. E’ solo una parentesi, perché “1200 profecy” è ancora dominata dall’elettronica e dal groove di basso che insiste sulle basi; ma non è stato un passaggio invano, perché ora anche il nu-jazz e il grime reclamano la loro parte. “Rachael pt. 2” così è molto diversa dalla prima parte, gli archi rimangono sullo sfondo rispetto al beat e ai suoni elettronici. E così, dopo l’intermezzo di “Romantic Chlamydia”, incontriamo forse il pezzo migliore dell’album, “Childhood Memories”, nel quale la fusione di nu-jazz, house ed electro tocca uno dei momenti più alti (notevole tra le altre cose la linea di basso). “Lullaby For Crackheads” è un episodio a sé stante, nel quale almeno all’inizio prevalgono suoni freddi e secchi. “Rise Of A.” chiude in maniera circolare e lirica l’album, dando di nuovo spazio soprattutto agli archi.
Anche se frutto del suo lavoro solitario nello studio di registrazione, le tracce di “Rachael” (e la musica in generale di Neue Grafik) hanno un secondo impatto nell’esecuzione dal vivo, grazie all’energia travolgente che la performance live è capace di generare. In questo modo anche i momenti più lounge e intimi acquisiscono una nuova dimensione e profondità.
14/03/2026




