Società

Il Marsala, così famoso e così sconosciuto: ecco perché è un vino storico e speciale

Il Marsala è uno dei vini italiani più celebri al mondo e, allo stesso tempo, un vino che tutti credono di conoscere e che invece quasi nessuno beve sul serio. Tutti ne hanno sentito parlare, molti lo hanno usato in cucina almeno una volta, ma pochi si sono presi il tempo di capire che vino straordinario sia in realtà.

Eppure la fama dell’enologia italiana deve molto a questo fuoriclasse siciliano, nato curiosamente da un’intuizione commerciale inglese.

Nella seconda metà del Settecento il mercante britannico John Woodhouse, trovandosi nel Trapanese, scoprì il vino locale e decise di fortificarlo con l’aggiunta di alcol per garantirne la conservazione durante il viaggio verso l’Inghilterra. L’operazione funzionò benissimo: agli inglesi il Marsala piacque subito, anche perché erano già grandi estimatori dei vini fortificati iberici, dai Porto ai Madeira.

Un po’ di storia

In realtà che questa zona fosse particolarmente vocata per la produzione di vino lo avevano capito già i Romani e, prima ancora i Fenici. L’isola di Mozia, oggi sotto tutela della Fondazione Whitaker – altra storica famiglia legata al Marsala – conserva ancora testimonianze preziose di quell’antica vocazione. Se vi capita di passare da quelle parti, la visita vale decisamente la pena.
Fu però con Woodhouse che il Marsala iniziò la sua vera carriera internazionale.

Nel 1832 entrò in scena un protagonista italiano: Vincenzo Florio, originario di Bagnara Calabra. Florio intuì immediatamente il potenziale di quel vino che ricordava i fortificati tanto amati dal mercato inglese e decise di investirvi seriamente. Fu una scelta lungimirante. In breve tempo il Marsala conobbe una stagione di grande successo e altre famiglie seguirono l’esempio: Rallo, Martinez, Curatolo Arini, Pellegrino, Lombardo, Mirabella. Nomi che ancora oggi raccontano la storia produttiva del territorio.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »