Non sono solo sponsor, lo sport paralimpico va oltre le gare
La fiamma paralimpica brilla a Milano e Cortina e lo farà ancora, anche dopo la cerimonia di chiusura di domenica. Perché la sensazione è che questa Paralimpiade abbia messo in moto risorse finanziarie ed emozionali. I 56 sponsor italiani, che si sono legati a Fondazione Milano Cortina per un target di ricavi di circa 550 milioni, non si sono limitati ad apparire fra i cinque cerchi o i tre agitos. La comunicazione ha riguardato azioni interne o progetti più ampi, come quelli legati al percorso della fiamma da Stoke Mandeville: «Il viaggio, con 501 tedofori per 2mila km, è stato un impegno importante come investimento e organizzazione ed è il nostro modo di condividere la consapevolezza che lo sport include», dice Valentina Sestan, responsabile Partnership Olimpica e Paralimpica di Allianz Italia. Il gruppo assicurativo, uno degli 11 top sponsor globali, lega il proprio nome al Comitato paralimpico internazionale fin dal 2006: «Per sostenere gli sport invernali, la Fondazione Umana Mente segue la Squadra G, giovani promesse dello sci paralimpico con vista sul 2030, e ha promosso corsi di formazione dei maestri di sci sull’uso di ausili dedicati alle persone con disabilità, favorendo un approccio innovativo per l’insegnamento dello sci».
Anche Banca Intesa Sanpaolo, premium partner dei Giochi, ha partecipato al viaggio: «Viviamo grandi emozioni nel lavoro con le organizzazioni no profit sostenute dal gruppo. Penso ai progetti nel mondo del carcere, nelle mense sociali, per le persone con disabilità – dichiara il Chief Social Impact Officer Paolo Bonassi –. Ma la fiamma è stata qualcosa di ancora più intenso: un momento unico che racchiude in pochi minuti tutti i valori alla base del nostro programma». Che si esprime anche in un lavoro prezioso e che tutti dovrebbero avere sul desktop del pc: Le parole giuste – Media e persone con disabilità, il glossario per una cultura del linguaggio inclusivo disponibile sul sito del gruppo.
Uno sponsor che affianca lo sport di alto livello da tanto è il gruppo Armani. Veste gli azzurri da Londra 2012: «La partnership con la Nazionale olimpica e paralimpica è l’espressione autentica dell’impegno duraturo di Armani verso lo sport, l’eleganza e il patrimonio nazionale – spiega Giuseppe Marsocci, ceo e Managing Director del gruppo Armani. – E sostenere gli atleti paralimpici significa celebrare una forma di performance che va oltre il risultato sportivo, diventando potente simbolo di resilienza, dignità e progresso culturale. Questa iniziativa olimpica e paralimpica non è un progetto isolato, ma pietra angolare di una visione di lungo periodo volta a rafforzare il legame tra Armani e lo sport».
Sciare e inseguire la libertà sono le lezioni raccontate dagli azzurri in questi giorni e che ritornano nelle parole di Lorenza Pigozzi, Direttore Comunicazione strategica di Fincantieri: «Nel 2023, abbiamo lanciato “Respect for Future”, per rafforzare l’impegno nel riconoscere, prevenire ed eliminare tutte le forme di violenza, promuovendo uguaglianza, rispetto, libertà individuale. E la sponsorizzazione di Milano Cortina rientra nell’attenzione per le categorie fragili». Come il progetto di ogni nave parte dalla mente, ha un corpo e la tecnologia che muove la nave, così, prosegue Pigozzi «la tecnologia sostiene la disabilità e l’arto perso lo guadagni nel coraggio di superare le difficoltà». Come accadrà anche per le periferie delle città dei cantieri interessate a breve dal progetto sociale “Territori”, per offrire inclusione, o come è accaduto alle persone con disabilità salite sullo Spirito di Stella, catamarano completamente accessibile guidato dallo skipper disabile Andrea Stella. Su quell’imbarcazione si realizza l’integrazione dei mondi.
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