Aumentano i maestri di sci per persone con disabilità
In Italia, i maestri di sci con una specializzazione per accompagnare sulla neve le persone con disabilità sono 1.100 e rappresentano il 7% del totale (15.381), con una netta prevalenza nelle regioni dell’arco alpino. Spiega Luigi Borgo, presidente del Collegio nazionale: «In questi ultimi cinque anni, è aumentato il numero di istruttori di sci alpino, sci di fondo e snowboard che, dopo aver frequentato i 90 giorni di formazione che si svolgono lungo un’intera stagione invernale, sceglie anche la specializzazione: altri sei giorni di corso su temi tecnici e didattici e due di esame con un costo di 500 euro a carico del singolo maestro per portare sulla neve in sicurezza le persone con disabilità fisica, visiva e cognitiva».
I risultati sono stupefacenti se è vero che questi maestri riescono a offrire, ad esempio, a chi non cammina la possibilità di scivolare sulla neve in un ambiente immacolato, con ricadute inimmaginabili sull’autostima e la coscienza di sé: «Come Collegio nazionale – prosegue il presidente – crediamo molto nella sci-terapia e, fra le altre attività, abbiamo organizzato gli open day “Tip top mountain”, promossi dall’Osservatorio nazionale per le disabilità e sotto l’egida del Cai. Nella prossima stagione sciistica, in Valle d’Aosta, Trentino e Veneto, proporremo a chi ne farà richiesta giornate sulla neve con i nostri maestri appositamente formati».
Accanto a istruttori specializzati, la diffusione degli sport invernali fra le persone con disabilità passa anche dall’attività che alcuni sci club fanno sul territorio, come Freewhite di Sestriere, che conta oltre 400 tesserati. Nel 1998, una volta lasciato l’agonismo, Gianfranco Martin, argento in combinata ad Albertiville 1992, segue la sorella Monica che faceva la guida allo sciatore ipovedente Gianmaria Dal Maistro: «Il mondo paralimpico mi ha conquistato – ricorda il fondatore e direttore tecnico di Freewhite –, sono stato allenatore della Nazionale azzurra di sci paralimpico per cinque anni e anche classificatore/formatore per il Comitato italiano paralimpico. A quel punto, ho pensato di portarvi il mio approccio di professionista che conosce lo sport di alto livello per elevare le qualità degli sport invernali paralimpici». Così, sono venuti i corsi di perfezionamento di alcuni maestri, si sono svolti i primi stage di gruppo di 3, 4 giorni per persone con disabilità, che oggi, vent’anni dopo, hanno numeri significativi, avendo coinvolto più di 2.500 appassionati; Freewhite ha organizzato per tre anni la Coppa del mondo paralimpica e i Mondiali del 2011. Si è messo in moto un sistema neve che richiama appassionati da tutta Italia: «I nostri maestri, con le loro competenze specifiche, sono in grado di far sciare chiunque, dal trasportato con tetraparesi spastica a chi non comunica, da chi non è autonomo fino a chi vive attaccato a un respiratore. Nulla è impossibile e una curva fatta bene, nel silenzio delle piste, è una scarica di adrenalina. Amo le mie vette e voglio che siano di tutti e per tutti». Lo sport diventa pretesto per avvicinarsi alla montagna a 360 gradi e tutto il tempo dell’anni: «Lo sport – è la convinzione di Martin – abbatte le barriere e lo sci è perfetta inclusione: i nostri soci scendono sulle stesse piste dei normodotati, usano gli stessi impianti, così non si sentono diversi ma perfettamente inclusi in un sistema turistico che ha reso accessibili piste e impianti, con accessi riservati». Che vengono utilizzati anche d’estate per una Via Lattea capace di donarsi tutto il tempo dell’anno: «Quando ho iniziato più di vent’anni fa, credevo di essere un po’ pazzo, con target qualitativi molto-troppo alti nella gestione tecnica. Oggi, quando il telefono non smette di suonare per chiedere informazioni e quando porto a sciare le persone con disabilità, capisco che ci sono esigenze nuove da soddisfare e i tanti sorrisi ripagano la fatica».
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