Biennale, Giuli sente la ministra della Cultura ucraina: “Padiglione russo contrasta linea pro Kiev”
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sentito al telefono la sua omologa ucraina Tatiana Berezhna. Sarebbe stata la ministra, vice del presidente Volodymyr Zelensky, a contattare il titolare del Collegio romano per ringraziarlo della sua posizione esplicitamente contraria rispetto all’apertura di un padiglione russo alla Biennale.
La presenza della Federazione russa alla 61esima esposizione internazionale d’arte, avrebbe dettto Berezhna, “si pone in contrasto con la linea di forte sostegno all’Ucraina del governo italiano”.
Giuli ha ribadito che la Fondazione agisce in autonomia. I due ministri si sono salutati promettendo di “intensificare i contatti per contrastare la propaganda putiniana”.

Il ministero non ha intenzione di rimanere inerte davanti alla scelta del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco di assecondare l’apertura di un padiglione russo. Dopo la decisione del ministro della Cultura di chiedere le dimissioni di Tamara Gregoretti, la rappresentante del Mic nel cda della Biennale, la prossima mossa porta il pressing a un livello più alto: il Collegio romano chiede alla fondazione i verbali delle riunioni in cui il cda ha dato il proprio assenso all’esposizione del governo russo.
La mossa, anticipata da Repubblica, viene ora confermata dal ministero della Cultura, che rende noto di aver chiesto alla fondazione veneziana “di fornire, con la massima urgenza, elementi in merito alla partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del Padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore”.
E poi ancora: “Al fine di chiarire i termini della partecipazione nazionale alla Biennale 2026, il MiC ha richiesto copia integrale della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe, finalizzata alla definizione degli assetti organizzativi e gestionali della presenza della Federazione Russa a Venezia”.
In ragione del suo ruolo di vigilanza, il dicastero è pronto a un’opzione ancora più forte: l’invio di ispettori che possano controllare, di persona, i resoconti e i documenti relativi alla vicenda.
Source link



