Lazio

il vecchio trenino rischia di fermarsi per sempre

Da oltre una settimana i binari della ferrovia Termini-Centocelle sono fermi. Da quando, il 4 marzo, due convogli si sono scontrati all’altezza di Ponte Casilino, il caratteristico trenino che corre lungo via Casilina non ha più ripreso il servizio.

All’inizio si pensava a uno stop temporaneo, il tempo necessario per verifiche tecniche e controlli di sicurezza.

Ma con il passare dei giorni il silenzio che avvolge la linea sta assumendo il peso di una possibile chiusura definitiva.

Il rischio concreto è che la storica “giardiniera” romana non torni più in servizio, anticipando di alcuni mesi un destino che era già scritto nei piani della città.

Il verdetto dei tecnici sulla sicurezza

A decidere il futuro della linea saranno ora le verifiche dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (Ansfisa).

I tecnici stanno analizzando lo stato dell’infrastruttura dopo l’incidente e valutando se siano necessari interventi strutturali per garantire la ripresa del servizio.

Se dalle ispezioni dovessero emergere lavori di adeguamento particolarmente onerosi, l’amministrazione capitolina potrebbe scegliere di non riattivare la linea.

Il motivo è soprattutto economico: investire milioni di euro per rimettere in funzione un’infrastruttura destinata comunque alla dismissione entro la fine di giugno rischierebbe di apparire poco sostenibile.

In altre parole, il Comune potrebbe optare per una scelta pragmatica: non riaprire una ferrovia che, secondo i programmi già approvati, dovrebbe essere smantellata nel giro di pochi mesi.

I lavoratori in attesa di una nuova destinazione

Nel frattempo, i 107 dipendenti legati alla linea vivono una fase di incertezza. In questi giorni molti stanno smaltendo ferie arretrate o partecipando a corsi di aggiornamento professionale.

Secondo quanto comunicato da Atac, il personale verrà progressivamente ricollocato, con priorità nel settore delle metropolitane, ma finché non arriverà una decisione definitiva sul destino della linea il futuro resta sospeso.

Parte la macchina della futura Linea G

Mentre il vecchio trenino resta fermo, prende forma il progetto destinato a sostituirlo. La Linea G, la nuova tranvia veloce che collegherà Termini a Tor Vergata, è entrata nella fase operativa.

La commissaria straordinaria Maria Lucia Conti ha firmato il via libera al progetto definitivo di un intervento dal valore complessivo di 268 milioni di euro, che comprende anche la realizzazione del nuovo deposito di Centocelle.

Il calendario è già definito: il bando di gara per l’affidamento dei lavori è atteso entro il 31 marzo, mentre la durata complessiva dei cantieri sarà di circa quattro anni.

Il 2026 rappresenterà l’anno di avvio delle operazioni preliminari, tra bonifiche e lavori preparatori.

Un pezzo di storia che rischia di scomparire

Se il responso tecnico dovesse confermare l’impossibilità di riaprire la linea senza costosi interventi, la Termini-Centocelle uscirebbe di scena in modo improvviso, senza l’ultimo viaggio simbolico che spesso accompagna la fine delle grandi infrastrutture urbane.

Per molti romani quel trenino rappresenta un pezzo di memoria collettiva: per decenni ha collegato il centro con i quartieri nati lungo la Casilina, accompagnando l’espansione della città verso l’estrema periferia.

Ora la trasformazione è già in corso. Al posto della storica ferrovia arriverà una tranvia moderna e più veloce.

Ma il passaggio tra passato e futuro rischia di consumarsi nel modo più brusco: con il vecchio trenino fermo in deposito, dopo un incidente, senza la possibilità di salutare la città con il suo ultimo viaggio.

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