Puglia

Guerrieri, Venitucci è Tancredi: “Nella fiction la mia Bari”

Una Bari notturna, lontana dagli stereotipi da cartolina, e un personaggio complesso che nasconde fragilità dietro il rigore del proprio lavoro. Michele Venitucci è tra i protagonisti della serie Rai di successo Guerrieri – La regola dell’equilibrio, tratta dai romanzi dello scrittore Gianrico Carofiglio. Nella fiction l’attore barese è Tancredi, ispettore di polizia e collaboratore dell’introspettivo e affascinante avvocato Guerrieri, interpretato da Alessandro Gassmann. Venitucci, ospite nel salotto di Social Night, lascia parlare le emozioni e svela l’orgoglio di vedere la sua città protagonista della serie, raccontando i mille volti del suo personaggio. Nel corso della lunga chiacchierata ai microfoni di Telebari non sono poi mancate diverse riflessioni sulla necessità di valorizzare anche sullo schermo l’identità linguistica e culturale della Puglia.

“Sono felice che questo prodotto di qualità, con un grande cast, e soprattutto che viene fuori dalla bella penna del nostro amato Gianrico Carofiglio, uno degli scrittori più stimati d’Italia, possa essere gradito così tanto anche dal grande pubblico televisivo”. Per l’attore, però, la soddisfazione è doppia: la serie racconta la sua Bari, mostrandone un lato meno scontato rispetto a quello spesso proposto sul piccolo schermo. “Mi inorgoglisce perché mostra le sfumature meno conosciute della mia città. La Puglia è un motore produttivo importante che mantiene il comparto cinematografico nazionale e internazionale, soprattutto per la sua abbagliante bellezza. Spesso, però, è stata mostrata in tv e al cinema in maniera stereotipata, attraverso simboli in qualche modo inevitabili come il trullo e le orecchiette”. Nella fiction, invece, emerge una realtà diversa, poetica, più cupa e complessa, lontana dalle cartoline turistiche. “Nella serie Guerrieri viene mostrata una Bari noir, nascosta, notturna, oltre le etichette. Poi Bari è migliorata tantissimo, è una città europea, ogni volta che ci torno la trovo molto più pulita e accogliente rispetto ad altre realtà”.

Il suo Tancredi non è soltanto un poliziotto operativo, ma un uomo intriso di fragilità e contraddizioni. “C’è sempre qualcosa di me nei personaggi che interpreto, cerco di filtrarli attraverso la mia storia, le mie emozioni, le mie ferite. Tancredi è una persona che usa il suo lavoro come protezione, per nascondere le sue fragilità, le sue cicatrici, e in qualche modo mi assomiglia; non è solo un ispettore di polizia, operativo e concreto, collaboratore dell’avvocato Guerrieri, ma anche un uomo molto vulnerabile, con una vita sentimentale complessa. È un personaggio tridimensionale”. Sul set, racconta Venitucci, il clima è stato particolarmente positivo anche grazie al rapporto con il protagonista della fiction. “Con Gassmann ci conoscevamo già, è un attore molto alto, non solo per la sua statura (ride). Tra noi c’è una stima reciproca ed è sempre molto divertente lavorare insieme”.

“In questa prima messa in onda abbiamo avuto dei risultati ottimi, nonostante gli spettatori abbiano dovuto aspettare le ore 22 per poter godere di questo bel prodotto televisivo, intervallato da tanta pubblicità perché le reti sopravvivono anche con quello, per poi finire la puntata a mezzanotte e mezza. Lungi da me fare polemiche, ma è una sfida per un pubblico anche più âgée”. Infine, l’attore barese lancia una riflessione più ampia sull’identità culturale e linguistica degli interpreti pugliesi. “Io penso che noi dovremmo fare un po’ più come i napoletani – spiega ai conduttori di Telebari –  Ci sono tantissimi attori pugliesi in giro per l’Italia bravissimi e credo che sia giusto che molti di loro dovrebbero avere l’opportunità di poter interpretare i propri personaggi in tv o al cinema nel proprio dialetto. Non ci dobbiamo preoccupare troppo dei campanilismi. I napoletani lo fanno da sempre e non capisco perché non dovremmo farlo anche noi”. Un monito all’intero mondo cinematografico: far conoscere i territori senza filtri e indugi, lasciando che le storie e le voci degli artisti pugliesi mantengano intatta la loro autenticità.




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