Economia

Camion, l’Ue cambia approccio sui target CO2


Si tratta di una piccola modifica tecnica che però segna una svolta nell’approccio regolatorio europeo. Con 473 voti favorevoli, 81 contrari e 9 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione che cambia il meccanismo di calcolo dei crediti di emissione per i veicoli pesanti nel periodo 2025-2029.

La norma interviene su uno dei pilastri della strategia europea per la decarbonizzazione del trasporto su gomma pesante, il regolamento sulle emissioni di CO2 dei camion e degli autobus. L’obiettivo non cambia: ridurre progressivamente le emissioni del settore in linea con gli impegni climatici dell’Unione europea. Cambia però il modo in cui i costruttori possono arrivare a quel traguardo. Finora il sistema era basato su una traiettoria di riduzione annuale delle emissioni. I costruttori potevano accumulare crediti solo se le emissioni medie della loro flotta risultavano inferiori a questa linea di riduzione intermedia.

La modifica introduce invece un meccanismo più semplice. Tra il 2025 e il 2029 i crediti si genereranno se le emissioni saranno inferiori direttamente al target europeo, e non più alla traiettoria intermedia. In questo modo i costruttori potranno accumulare più crediti prima del 2030 e utilizzarli successivamente per rispettare gli obiettivi climatici. Gli obiettivi di riduzione restano invariati. Il regolamento stabilisce che dal 2025 le emissioni dei camion oltre le 16 tonnellate debbano ridursi del 15% rispetto ai livelli del 2019, mentre dal 2030 l’obiettivo salirà al 43% e riguarderà una gamma più ampia di veicoli pesanti, inclusi autobus e camion più leggeri.

Secondo la Commissione europea, la modifica serve a facilitare la transizione del settore senza ridurre l’ambizione climatica. Il trasporto pesante è infatti uno dei comparti più complessi da decarbonizzare e la diffusione dei camion a zero emissioni procede più lentamente del previsto, anche a causa del ritardo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica lungo le principali reti autostradali europee. La flessibilità introdotta dovrebbe consentire ai costruttori di anticipare l’introduzione di veicoli a zero emissioni e gestire con maggiore gradualità il passaggio ai target più severi del prossimo decennio. La modifica non riguarda gli autobus urbani, dove la diffusione delle tecnologie elettriche è già più avanzata.

La proposta fa parte del pacchetto automotive presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025 per accompagnare l’industria nella transizione verso la mobilità pulita. Un settore che in Europa rappresenta oltre il 7% del Pil e circa 13 milioni di posti di lavoro lungo l’intera filiera. Per entrare in vigore la norma dovrà ora ricevere l’approvazione formale del Consiglio dell’Unione europea, che ha già espresso sostegno politico al testo nel febbraio 2026.


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