PD per il potenziamento dell’educazione in sloveno
11.03.2026 – 17.30 – Si è conclusa con una fumata nera la discussione sul potenziamento dell’offerta educativa in lingua slovena nel rione di San Giovanni. Durante la seduta del Consiglio della VI Circoscrizione, svoltasi martedì 10 marzo, i consiglieri di centrodestra hanno respinto la mozione che chiedeva l’istituzione di una sezione in lingua slovena nei nuovi asili nido di via delle Docce e via alle Cave. Nonostante l’importanza del tema per la tutela della comunità storicamente presente nei rioni di San Giovanni e Longera, la proposta è stata affossata da un voto in parità. Su 17 consiglieri votanti, i 9 esponenti del centrodestra presenti non hanno sostenuto l’iniziativa (con 8 voti contrari e un’astensione), pareggiando gli 8 voti favorevoli del centrosinistra e portando, di fatto, alla mancata approvazione del documento.
La mozione, presentata dalla minoranza progressista con prima firmataria Sandra Di Febo (PD), mirava a rispondere a una carenza strutturale: a San Giovanni, infatti, sono presenti scuole con lingua d’insegnamento slovena di ogni ordine e grado, ma manca il nido. La Di Febo ha sottolineato che una sezione in lingua slovena è un’opportunità educativa di cui potrebbero usufruire anche le famiglie italiane, nell’ottica di una maggiore integrazione transfrontaliera che permetterebbe maggiori facilità lavorative ai cittadini nel loro futuro.
Durante il dibattito sono emersi dati e riflessioni che la destra ha scelto di ignorare.
Disparità di offerta: come sottolineato dalla consigliera Silvia Marinković (PD), il numero di nidi in lingua slovena è nettamente inferiore rispetto alla domanda e alle proporzioni della comunità.
Ostacoli burocratici per i genitori: il consigliere Francesco Biancuzzi (Lista Russo – Slovenska skupnost) ha spiegato che la scarsità di posti costringe molte famiglie a rinunciare all’opzione slovena per non rischiare di perdere il posto in graduatoria comunale.
Tutela e visione europea: i consiglieri Leo Brattoli (Adesso Trieste), Rossana Zagaria (PD) ed Elena Danielis (M5S) hanno richiamato la Legge di tutela del 2001 e lo spirito di “Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025”, evidenziando come l’educazione nella lingua madre fin dai primi anni sia un diritto fondamentale e un segnale di civiltà.
Il “no” della destra rappresenta un freno alla tutela della minoranza slovena. Ignorando il trend positivo delle iscrizioni alle scuole slovene, i consiglieri di maggioranza hanno scelto di non verificare nemmeno l’interesse dei genitori per il nuovo servizio, privando il quartiere di una risorsa strategica per la convivenza multiculturale.
I promotori della mozione non intendono fermarsi: la battaglia per le pari opportunità delle famiglie slovene e per la tutela dell’identità del territorio proseguirà nelle sedi competenti, con l’auspicio che il buon senso e il rispetto delle leggi di tutela possano prevalere sulle chiusure ideologiche.
[c.s.] [a.a.]



