Gasolio agricolo e speculazioni: esposto in Procura | isNews
L’iniziativa della Coldiretti a seguito dell’impennata dei prezzi negli ultimi giorni
ROMA. Scongiurare la speculazione sul prezzo del gasolio agricolo. L’Organizzazione ha infatti presentato un esposto alla Procura di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale.
L’iniziativa, firmata dal presidente confederale Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,30 euro al litro. Un trend che nei prossimi giorni vedrà ulteriori aumenti.
Secondo Coldiretti si tratta di un incremento anomalo e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta di oltre il 40 centesimi al litro.
Una dinamica che, secondo l’Organizzazione, non trova apparente giustificazione nelle variazioni dei prezzi internazionali né nell’andamento del mercato dei carburanti, e che per l’ampiezza del fenomeno lascia ipotizzare condotte speculative realizzate su larga scala, in un settore – quello dei carburanti – caratterizzato da una forte capacità di influenza reciproca tra operatori. Il gasolio agricolo, ricorda Coldiretti, rappresenta, infatti, un fattore produttivo essenziale e non sostituibile per l’attività delle imprese agricole.
L’esposto arriva dopo la lettera inviata dalla Coldiretti venerdì al Governo, con cui è stato chiesto un incontro urgente per affrontare l’impennata dei costi del gasolio e dell’energia, alla luce delle tensioni internazionali, sottolineando il rischio di effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare.
Negli ultimi giorni i prezzi del carburante agricolo sono cresciuti di quasi il 35%, provocando – insiste Coldiretti Molise – un aumento significativo dei costi orari delle lavorazioni meccaniche e il rischio di interruzioni nelle arature delle zone cerealicole. L’aumento dei prezzi si riflette anche sull’irrigazione delle colture, sul riscaldamento e sulla gestione energetica di stalle e serre, compromettendo i bilanci delle aziende. Con questi aumenti i costi orari delle lavorazioni agricole sono letteralmente esplosi, con il rischio concreto che trattori e macchine agricole restino fermi nei campi e che anche i pescherecci non possano uscire dalle banchine; per questo motivo è urgente adottare misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e della pesca, messe in grave difficoltà dal repentino balzo dei prezzi del gasolio agricolo.
In Molise, l’agricoltura è un settore strategico ma molto energivoro, dipendente in larga parte dall’impiego del gasolio agricolo per l’utilizzo dei mezzi. Un presupposto, questo, per cui “un aumento di oltre 45 centesimi al litro del carburante – denuncia Coldiretti Molise – comporterebbe costi aggiuntivi insostenibili per le aziende agricole della nostra regione”.
Infine, con l’inflazione alimentare in crescita e le famiglie costrette a ridurre gli acquisti, la scarsità di prodotti locali “sopravvissuti” agli eventi climatici estremi e l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, uniti alla logistica, che può incidere fino a un terzo sul prezzo finale di frutta e verdura, si rischia un effetto domino sui costi alimentar, a danno dei consumatori.
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