Piemonte

“Un bombardiere B2 sul Torinese”: sui social le foto dell’aereo Usa invisibile ai radar

Non è stata la solita scia di un jet di linea a rompere il cielo di sabato sopra Cafasse. Lo scatto rapido di un ragazzino nel cielo limpido di sabato a Cafasse, nelle Valli di Lanzo, ha immortalato quello che parrebbe essere con molta probabilità il profilo minaccioso di un B-2 Spirit.

Un bombardiere strategico statunitense, capace di trasportare ordigni nucleari e progettato per essere invisibile ai radar, che l’altro giorno avrebbe sorvolato il piccolo centro a bassa quota, del resto non lontano dal perimetro di sicurezza dell’aeroporto di Caselle e dai centri tecnologici di Leonardo. Si tratta di un aereo estremamente raro da vedere in Italia, poiché solitamente opera dalla base di Whiteman, negli Stati Uniti, o da Fairford, nel Regno Unito.

Alla foto scattata a Cafasse si aggiunge quella, priva però di riferimenti, pubblicata cinque giorni fa sulla pagina Instagram “Welcome to Turin”. Immagini che stanno generando commenti preoccupati alternati a frasi sarcastiche (“Sta andando a sbloccare piazza Baldissera” e ancora “Forse Trump ci sta per liberare da Cairo”) e a pareri decisamente scettici secondo i quali appare molto strano che un bombardiere di quel tipo arrivi a sorvolare il Torinese, per giunta così a bassa quota: c’è chi azzarda che potrebbe invece essersi trattato di un aeromodello radiocomandato di grosse dimensioni.

Due giorni fa era già scattato un altro allarme per un presunto “drone di guerra” precipitato sui binari della linea Sfm1 tra San Benigno e Bosconero: si è poi accertato che si trattava sì di un drone, ma per l’impiego agricolo nei campi della zona.

A questa “suggestione”, quanto mai attuale visto il clima, si stanno aggiungendo segnalazioni dalla zona dell’aeroporto di Caselle: diverse testimonianze, relative a venerdì scorso, descrivono infatti l’atterraggio in stretta sequenza di sette aerei cargo militari C-130 dell’Aeronautica Militare. Un “ponte aereo” non consueto per lo scalo torinese e che potrebbe suggerire una movimentazione massiccia di materiali, uomini o tecnologie.


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