Trentino Alto Adige/Suedtirol

Scuola dell’infanzia, “con le nuove tariffe salasso da 550 euro”

Il gruppo consiliare di Forza Italia in consiglio comunale a Bolzano prende posizione contro l’aumento delle tariffe per le scuole dell’infanzia e chiede l’apertura di un confronto tra Comune e Provincia sul servizio di tempo prolungato. La questione nasce dalla delibera numero 5 del 17 luglio 2025 con cui la giunta provinciale ha ridefinito la tariffa standard delle scuole dell’infanzia, portandola da 78 a 81 euro per il tempo standard e da 102 a 106 euro per il tempo prolungato per l’anno scolastico 2026/2027. Successivamente, con la delibera numero 1 del 5 gennaio 2026, la Provincia ha rivisto gli aumenti relativi all’offerta prolungata, mantenendo invariata la quota di 81 euro per il tempo standard ma introducendo un importo aggiuntivo forfettario compreso tra 4 e 5 euro per ogni pomeriggio di servizio. La scelta sull’importo è stata lasciata ai Comuni e Bolzano ha optato per la tariffa di 4 euro.

Una decisione che Forza Italia contesta apertamente. «Si colpisce soprattutto il ceto medio e le piccole e medie imprese», afferma il consigliere comunale Nardo. «Un conto è un aumento del 4% sul tempo standard, con tariffe ferme da anni. Sul tempo prolungato invece si parla di un aumento del 57%, con un aggravio di circa 60 euro al mese per famiglia e un impatto reale di circa 550 euro all’anno. Un salasso che molte famiglie non potranno permettersi».Secondo Nardo, il tempo prolungato rappresenta oggi un servizio fondamentale per l’organizzazione della vita lavorativa. «È uno strumento necessario per garantire il funzionamento di tante aziende e per permettere a molte famiglie di conciliare lavoro e gestione dei figli».

Sulla stessa linea anche la consigliera Patrizia Daidone, che sottolinea le possibili ricadute sociali della misura. «A rimetterci saranno soprattutto le donne lavoratrici e i nuclei monogenitoriali. Se l’obiettivo è favorire il rientro al lavoro dopo la maternità e promuovere la parità di genere, con questa scelta si rischia di andare nella direzione opposta, rendendo ancora più difficile conciliare tempi di lavoro e vita familiare». Il capogruppo Davide Mahmudy annuncia infine un’iniziativa formale. «Chiederò al sindaco di rivalutare la situazione e di aprire un tavolo di confronto con la Provincia per verificare se esistono alternative a questi aumenti. Come gruppo consiliare restiamo fermamente contrari a una scelta che rischia di incidere in modo significativo sulla vita quotidiana di molte famiglie bolzanine».







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