Umbria

Più letti, tavoli ed “extra”: come cambiano gli agriturismi in Umbria. La rincorsa delle donne

di Elle Biscarini

Cresce la capacità di accoglienza sia per i posti letto che per i “coperti” organizzati ai tavoli del servizio ristorazione, ma anche l’offerta “extra”, intesa come la serie di attività complementari che gli ospiti possono prenotare, mentre prosegue le rincorsa delle donne titolari, che aumentano a un ritmo più sostenuto rispetto agli uomini. Questa la fotografia degli agriturismi in Umbria contenuta nell’aggiornamento appena rilasciato dall’Istat e aggiornato al 31 dicembre 2024, che nella regione segna 1.322 agriturismi attivi, ossia l’1,1 per cento in più rispetto all’anno precedente, quando il censimento si era fermato a 1.307

Il dato più significativo riguarda però la dinamica delle aperture: le nuove autorizzazioni nel 2024 sono state 83, ossia il 40,7 per cento in più rispetto all’anno precedente, a fronte di 68 cessazioni, che pure sono aumentate del 38,8 per cento. Un turn over, questo degli agriturismi in Umbria, che appare elevato, pur restituendo un saldo positivo al settore.

La ricettività si conferma il servizio cardine dell’offerta regionale del comparto: 1.274 agriturismi sono autorizzati al pernottamento, per un totale di 21.894 posti letto, che sono in crescita del 2,3 per cento sul 2023: in numeri assoluti si tratta di quasi 500 posti letto in più. Proporzionalmente più robusta la crescita delle piazzole per camper e tende messe a disposizione in Umbria dagli agriturismi, che sono passate dalle 184 del 2023 alle 216 del 2024, con un incremento del 17,4 per cento.

Aumentano anche gli agriturismi col servizio di ristorazione: le aziende con licenza relativa sono 458, pari al 4,3 per cento in più rispetto al 2023, e hanno una capacità di accoglienza di 16.081 posti a sedere, che risultano in crescita dell’8,8 per cento sull’anno precedente, quando i “coperti” erano 14.777. Il balzo più netto, però, arriva con le degustazioni, con un incremento del 18,2 per cento: nel 2023 a prevederle come opzione nel pacchetto turistico erano 335 agriturismi, che sono saliti a 396 nel 2024. Un dato, questo, che riflette una tendenza consolidata nel comparto enogastronomico umbro, tradizionalmente legato alla produzione vinicola e olearia.

La formula di accoglienza più diffusa risulta la mezza pensione, proposta da 753 strutture, seguita dal pernotto con colazione, che invece è offerta da 729 agriturismi, mentre solo 161 aziende del settore sono in grado di offrire la pensione completa. Vicina all’equilibrio la tipologia di sistemazioni disponibili per gli ospiti: 808 realtà del comparto, infatti, utilizzano abitazioni comuni o non indipendenti, mentre 753 sono dotate di alloggi indipendenti.

La geografia del comparto segnala, poi, che l’82,4 per cento delle strutture attive in Umbria, vale a dire 1.089 su 1.322, si trova in zona collinare, mentre le restanti 233 sono collocate in aree montane. Le tavole Isat appena rilasciate fanno anche il punto sulla conduzione: 725 aziende sono guidate da uomini e 597 da donne, con una crescita rispettivamente dello 0,6 per cento e dell’1,9 per cento rispetto al 2023.

In espansione anche le cosiddette attività complementari con cui un numero sempre maggiore di agriturismi prova ad accrescere il valore del soggiorno dei propri ospiti, anche nel tentativo di incrementarne la permanenza media nella struttura e quindi in Umbria. A proporli, secondo le tavole Istat aggiornate al 2024, sono 611 aziende (+8,9 per cento sull’anno precedente), che puntano forte sulla vocazione outdoor dell’Umbria: la mountain bike è la pratica più diffusa con 408 strutture che la includono nell’offerta, seguita dal trekking (336), dalle escursioni guidate (228), dalle osservazioni naturalistiche (196) e dall’equitazione (139). Marginale, per ora, la componente didattica: una sola fattoria didattica risulta censita, due le strutture che propongono corsi.

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