A tre anni dal sisma di Umbertide, Perugia e Gubbio la ricostruzione deve ancora iniziare

di Chia.Fa.
A tre anni dal terremoto di Umbertide, Perugia e Gubbio, la ricostruzione deve ancora iniziare. Per ora, infatti, nell’epicentro del sisma, che ha colpito duro soprattutto a Pierantonio e Sant’Orfeto, c’è soltanto la conta dei danni di quella sequenza sismica iniziata alle 16.05 del 9 marzo 2023 con la scossa di magnitudo 4,4 e proseguita alcune ore dopo, erano le 20.08, col terremoto più forte, che ha avuto una magnitudo di 4,6.
Le lesioni al patrimonio edilizio di alcune frazioni dei tre territori comunali è stato stimato in circa 470 milioni di euro, ma è concentrato in larghissima parte su immobili di proprietà privata, per i quali si prevede una spesa di 431 milioni di euro, di cui 235 milioni circa a Umbertide, 181 milioni circa a Perugia e 15 milioni circa a Gubbio. In particolare 294 saranno interventi di ricostruzione privata pesante per danni gravi a case e aziende, che da soli valgono 419,7 milioni, mentre 86 interventi saranno di ricostruzione privata leggera per danni lievi e un valore di 11,7 milioni di euro. La ricostruzione pubblica, invece, servirà per 15 edifici pubblici e cuberà quasi 26 milioni, più 19 chiese per 15 milioni di euro.
Come detto, però, tra Umbertide, Perugia e Gubbio non è stato aperto neppure un cantiere post sisma e la speranza ora è che anche il 2026 non trascorra senza segni concreti della ricostruzioni. Non a caso il commissario per la ricostruzione, Guido Castelli, nelle ultime ore ha detto che si è «giunti a una fase cruciale», che prevede «il passaggio dalle norme ai cantieri» e «da questa esigenza nasce la nuova ordinanza che è intervenuta su tre ambiti
principali: ricostruzione privata, ricostruzione pubblica e interventi su chiese ed edifici di culto». Il provvedimento ha fissato le nuove scadenze per la ricostruzione privata, che si allungano per l’intero anno in corso.
Il cronoprogramma contenuto nell’ultima ordinanza fissa, infatti, al 31 marzo il termine ultimo per la presentazione della valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. Ci sarà tempo almeno fino al 30 giugno, invece, per depositare il contratto di incarico al professionista, mentre per formalizzare la richiesta vera e propria di contributo la scadenza è quella del 31 dicembre prossimo.
Passa invece per i Documenti di indirizzo alla progettazione (Dip) la ricostruzione pubblica, che secondo le stime cuba 42 milioni di euro. Alcuni Dip sono già pronti, ma si tratta di embrioni di progetti tutti da sviluppare: la verifica tecnico amministrativa dei Dip è in capo all’Ufficio speciale regionale per la ricostruzione, che poi li trasmette alla struttura commissariale per individuare i finanziamenti e anticipare il 10 per cento del valore dell’intervento così da accelerare sulla progettazione dei lavori. Capitolo a parte per le chiese, per le quali viene riproposto il modello sperimentato nel post sisma del 2016: in questo senso è stato approvato il primo stralcio del Piano di ricostruzione delle principali chiese delle diocesi di, autorizzando le attività di progettazione e le connesse funzioni tecniche con un finanziamento anticipato fino al 10 per cento del valore complessivo di ciascun intervento.
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