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“Israele ha usato munizioni al fosforo bianco in Libano”: la denuncia di Human Rights Watch

L’associazione Human Rights Watch ha accusato Israele di aver utilizzato “illegalmente” fosforo bianco su aree residenziali popolate nel Libano meridionale, dopo la ripresa del conflitto tra Israele e Iran, alleato del partito sciita libanese Hezbollah. “L’esercito israeliano ha utilizzato illegalmente munizioni al fosforo bianco sparate dall’artiglieria sulle abitazioni il 3 marzo 2026 – si legge in una nota dell’organizzazione – nella città di Yohmor, nel Libano meridionale“. L’ong ha affermato di aver “verificato e geolocalizzato sette immagini che mostrano munizioni al fosforo bianco esplodere su un’area residenziale e personale della Protezione Civile intervenire per un incendio in almeno due case e un’auto in quella zona“.

Human Rights Watch ha “identificato la forma della nuvola di fumo causata dalle esplosioni aeree nell’immagine come del tutto coerente con il colpo prodotto dalle cariche di espulsione e scoppio del proiettile d’artiglieria da 155 mm serie M825 contenente fosforo bianco“. “L’uso illegale di fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano sulle aree residenziali è estremamente allarmante e avrà conseguenze disastrose per i civili”, ha affermato Ramzi Kaiss, ricercatore per il Libano di Human Rights Watch. “Gli effetti incendiari del fosforo bianco possono causare morte o ferite gravi con danni permanenti“. L’attacco è avvenuto poche ore dopo che l’esercito israeliano aveva intimato agli abitanti del villaggio e a decine di altri nel Libano meridionale di lasciare le loro abitazioni. “L’uso diffuso di fosforo bianco da parte di Israele nel Libano meridionale evidenzia la necessità di leggi di diritto internazionale più rigorose in materia di armi incendiarie“, ha affermato Human Rights Watch.

Human Rights Watch aveva già denunciato l’utilizzo di fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano tra ottobre 2023 e maggio 2024 nei villaggi al confine nel Libano meridionale, che ha messo a grave rischio la salute dei civili, e a Gaza. L’organizzazione ha inoltre verificato tutto attraverso le fotografie pubblicate su Facebook alle 11:34 e alle 13:36 dal Team di Protezione Civile del Comitato Sanitario Islamico di Yohmor, affiliato al gruppo armato libanese Hezbollah. Le fotografie mostrano operai che spengono incendi sui tetti delle abitazioni e su un’auto, ma anche del fumo che si erge dai balconi di un’abitazione. Eventi che il Team di Protezione Civile ha attribuito alla presenza di fosforo bianco.

Cosa dicono i trattati

L’uso delle armi al fosforo è normato dalla Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali, in particolare dal capitolo 3, quello dedicato alle armi incendiarie. Pur dovendo la propria forza distruttiva a una reazione chimica, gli ordigni al fosforo non sono classificati infatti come armi chimiche. Il loro impiego, quindi, non è vietato dai trattati, ma le situazioni nelle quali un esercito può farne uso sono comunque molto ridotte. Per arma incendiaria, si chiarisce nella Convenzione, si intende infatti “qualsiasi arma o munizione progettata principalmente per appiccare il fuoco a oggetti o provocare ustioni a persone a causa dell’azione di fiamme, calore o combinazioni di esso, prodotto da una reazione chimica di una sostanza rilasciata sul bersaglio”. Ma queste, si precisa, non possono essere utilizzate in maniera indiscriminata su aree civili. Anzi, se ne può fare uso solo nel caso in cui si voglia colpire un obiettivo militare accertandosi però che nell’area colpita non vi sia la presenza di abitazioni o popolazione civile.

“È vietato in ogni circostanza – si legge – fare la popolazione civile, singoli civili o oggetti civili oggetto di attacchi commessi da armi incendiarie. È proibito in ogni circostanza colpire con armi incendiarie qualsiasi obiettivo militare che si trovi vicino a una concentrazione di civili. È vietato inoltre attaccare con armi incendiarie non lanciate da un aeromobile un obiettivo militare sito all’interno di una concentrazione di civili, salvo nel caso in cui il detto obiettivo sia nettamente separato dalla concentrazione di civili e quando siano state prese tutte le precauzioni possibili per limitare all’obiettivo gli effetti incendiari, nonché per evitare e, in ogni caso, ridurre al minimo, le perdite accidentali di vite umane fra la popolazione civile, le ferite che potrebbero essere causate ai civili e i danni provocati ai beni di carattere civile”.

Riassumendo, quindi, le bombe al fosforo possono essere usate solo a scopo di illuminazione, per spaventare o per nascondere le proprie truppe, come cortina fumogena per coprire la ritirata o impedire al nemico di avanzare, e infine contro obiettivi militari ma solo in mancanza di civili o edifici ad uso civile, impedendone così di fatto l’uso nelle aree urbane.

L’articolo “Israele ha usato munizioni al fosforo bianco in Libano”: la denuncia di Human Rights Watch proviene da Il Fatto Quotidiano.


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