Toscana

Ottanta anni fa le aretine votarono per la prima volta


L’anniversario del primo voto alle donne in Italia rappresenta una tappa fondamentale nella storia della democrazia del nostro Paese. Dopo anni in cui molti cittadini non poterono esercitare il diritto di voto, la fine della guerra e la Liberazione aprirono una nuova fase politica e sociale. Anche nella provincia di Arezzo si assistette a una profonda trasformazione della vita pubblica.

Nel territorio aretino operavano diversi partiti politici: il Partito d’Azione, il Partito Comunista, il Partito Socialista, la Democrazia Cristiana e il Partito Liberale. Il Partito d’Azione era composto principalmente da professori, insegnanti, studenti, artigiani e operai. Pur essendo formato da un numero limitato di membri, era considerato un partito molto attivo e impegnato.

Subito dopo la Liberazione la situazione amministrativa della provincia era ancora transitoria. La provincia di Arezzo era composta da trentanove comuni: trentotto con una giunta comunale e un sindaco, mentre in uno era presente un commissario prefettizio.

Le elezioni rappresentarono quindi un momento di grande cambiamento. Il diritto di voto, che sarebbe stato poi sancito dall’articolo 48 della Costituzione, stabiliva che tutti i cittadini, uomini e donne maggiorenni, potessero votare liberamente, con voto personale, eguale e segreto.

Con il Decreto Prefettizio del 21 gennaio 1946 fu stabilito che il 10 marzo si sarebbero svolte ad Arezzo le elezioni per eleggere il consiglio comunale. Sarebbero state coinvolte cinquantasei sezioni elettorali per eleggere quaranta consiglieri.

Per la prima volta nella storia italiana anche le donne potevano partecipare come elettrici e come candidate. Nei vari partiti comparvero infatti diversi nomi femminili, tra cui Clelia Cocci Livelli, Rossella Pittalunga, Antonia Pulselli, Vera Boldi Bucciarelli, Ida Cartocci, Maria Martinetti Morganti e Maria Giusti.

Anche il Partito Comunista e il Partito Socialista presentarono candidate donne, come Amneris Bellucci, Cesarina Palmari Poggini, Anna Maria Magi e Maria Del Pia Piacenti.

Questo evento segnò un passo decisivo verso la parità politica tra uomini e donne. Il primo voto femminile non fu soltanto un atto elettorale, ma un simbolo di libertà, partecipazione e riconoscimento dei diritti civili delle donne nella nuova Italia democratica.

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