Roma 2-1, stavolta i 3 punti sono per De Rossi
La Roma perde fuori casa contro il Genoa per 2-1, una partita che avrebbe meritato di pareggiare anche giocando male evidenziando il momento no della squadra, proprio ora che si dovrebbe dare il massimo sforzo per centrare gli obiettivi prefissati.
Gasperini ha sempre gli uomini contati in avanti, deve fare a meno anche di uno dei giocatori migliori Wesley e dà un turno di riposo anche a Cristante, apparso stanco contro la Juventus e dà fiducia davanti a Venturino per una Roma che si schiera con Svilar tra i pali, linea difensiva a tre con Mancini, Ndika e Celik, centrocampo a 4 con Rensch, Konè, Pisilli, Tzimikas, sulla trequarti Pellegrini e a Venturino, davanti Malen.
La partita è subito di facile lettura, la Roma che prova a fare gioco e il Genoa chiuso e pronto a ribaltare le azioni. Entrambe le formazioni giocano soprattutto pressando l’avversario, chiudendo gli spazi e siccome in campo di giocatori che danno del “tu” al pallone ce ne sono veramente pochi, ne nasce una partita brutta piena di falli con qualche ammonizione di troppo (Ndika salterà la partita a Como) e quindi tra calci e calcioni si possono annotare due solo presunte occasioni: una con Malen al 21′ dopo uno slalom in mezzo a due difensori ma l’ultimo avversario devia in angolo; l’altra occasione è per il Genoa al 44′ con un tiro di Messias che esce al lato senza impensierire tanto Svilar. Al 47′ l’arbitro manda a riposo i giocatori con la speranza di vedere un secondo tempo migliore.
La Roma rientra in campo con un cambio, esce il leggerissimo Venturino per Cristante che si mette sulla trequarti con Pellegrini ad aiutare Malen soprattutto di testa sui rilancio di Svilar.
La sensazione è che la partita si possa sbloccare con un errore, e così avviene al 50′. Pellegrini in pressione in area su Ellertsson sugli sviluppi di un calcio d’angolo, forse involontariamente, pesta il piede all’avversario ed è calcio di rigore talmente evidente che nessuno reclama. Va dal dischetto Messias che realizza il suo primo rigore contro la Roma. 1-0 per il Genoa.
La Roma si butta in avanti per pareggiare e si scopre dando la possibilità al Genoa di raddoppiare ma la palla esce di poco. Questo rischio del secondo gol scuote la Roma che si butta con più convinzione in avanti e al 55′ trova il pareggio. Sugli sviluppi di un corner colpisce di testa Mancini sulla linea la palla viene respinta ma arriva a Ndika che colpisce di testa anche lui con una palombella che si insacca sotto la traversa: 1-1
La Roma ci crede e sembra più convinta, esce Pellegrini per El Aynoui e il marocchino si mette subito in evidenza dando un pallone fantastico a Malen che segna al 58′ ma il centravanti olandese era in evidente fuorigioco. Al 61′ sempre Malen ha la possibilità di segnare ma il suo colpo di testa va fuori di poco. La Roma ora gioca meglio allora il Genoa fa entrare prima gli attaccanti Colombo e Malinovskyi e poi anche Vitinha per cercare di portare su la squadra. Gasperini risponde facendo uscire Rensch per Ghilardi spostando Celik a centrocampo.
La partita è più vivace ma le due squadre sono stanche e si va avanti più di nervi che di tecnica.
Al 79′ la retroguardia giallorossa si fa sorprendere da un fallo laterale, che probabilmente era della Roma, con 4 giocatori offensivi rossoblu che si muovono tutti e la difesa è ferma, cross in mezzo di Masini per Vitinha che solo in scivolata segna il gol del vantaggio genoano: 2-1.
Gasperini corre ai ripari, escono Mancini e Celik ed entrano Ziolkowski e Robinho Vaz per cercare un pareggio che sarebbe meritato.
La Roma però sembra incapace di imbastire azioni pericolose, perde troppe palle a centrocampo esponendosi alle ripartenze. L’unico giocatore che sembra poter fare male alla retroguardia genoana è Malen che da solo tiene l’attacco romanista. Nel primo dei 5 minuti di recupero con la Roma tutta protesa in avanti contropiede micidiale di Vitinha la palla arriva a Malinovskyi che solo calciatori in porta ma c’è Svilar che con una grande uscita lascia il risultato sul 2-1 rossoblu.
Al 95′ l’arbitro fischia la fine che sancisce la decima sconfitta della Roma in campionato e la prima vittoria di De Rossi contro la sua Roma.
Brutta, brutta, bruttissima sconfitta e probabilmente anche immeritata, il pareggio sarebbe stato più giusto per quello visto in campo, ma alla fine conta chi mette più volte il pallone in rete e la Roma oggi c’è riuscita una volta sola e anche in maniera fortunosa.
Stasera si salvano Malen perché tiene l’attacco da solo e Pisilli sempre dappertutto per il resto tutta la squadra è sembrata sottotono, scendendo al livello tecnico del Genoa invece di imporre il proprio che senza Wesley, Dybala e Soulè scende comunque notevolmente.
Quel gol del 3-3 preso domenica contro la Juve, forse ha influito nella testa della squadra ma il vero problema è che Gasperini può contare solo su 13-14 giocatori e forse su un solo attaccante e con questi numeri in Champions non ci vai.
Il problema infatti sembra essere l’attacco sia in termini di gioco che di realizzazione. Il mercato di gennaio ha portato Malen che è ottimo ma per il resto meglio lasciar stare. Venturino stasera è apparso la brutta copia di Baldanzi, Vaz quando è entrato ha dimostrato tutta la sua giovinezza mentre Zaragoza non è proprio entrato e questo la dice lunga.
Altro problema è che ora la squadra prende troppi gol mentre la difesa era il reparto migliore fino a un mese fa. Se poi ci si mettono anche due decisioni arbitrali dubbie, fallo laterale sbagliato sul gol del 2-1, e rigore per fallo di mano in area su tiro di Konè sull’1-1, la frittata è presto fatta.
Insomma una squadra che sta attraversando un brutto momento e come ogni anno nel momento cruciale non può avere a disposizione i giocatori più tecnici e questo è significativo perché forse qualcuno dovrebbe fare un mea culpa perché si è puntato troppo su scommesse e tutte in attacco.
Ora bisogna reagire però. La Roma ha l’impegno giovedì di Europa League nel derby con Il Bologna che ora diventa fondamentale, forse è più facile arrivare in Champions vincendo l’Europa League che arrivando quarti, e poi domenica lo scontro diretto con il Como che ora ha raggiunto proprio la Roma al quarto posto con la Juve ad un solo punto di distacco.
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