Trentino Alto Adige/Suedtirol

Alto Adige, record di prezzi per il gasolio e la benzina: “In sofferenza aziende e famiglie” – Cronaca



BOLZANO. Guerra all’Iran, vola il prezzo di carburanti, gas ed energia elettrica. Vanno in sofferenza famiglie, aziende, pubblica amministrazione. Sui carburanti, sabato doppio record all’Alto Adige. La nostra provincia, riferisce l’Unione nazionale consumatori sulla base dei dati ministeriali, è risultata prima tra le regioni come prezzo sia di benzina che di gasolio (self service). Il gasolio è arrivato a 1,994 euro al litro, la benzina a 1,818 euro al litro.

Un altro fronte: l’ufficio studi della Cgia di Mestre ha diffuso il report con le stime dei rincari nel 2026 a carico delle imprese: un danno di quasi 10 miliardi di euro in più a causa dei costi di gas ed energia elettrica. Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, la Cgil ipotizza nel 2026 per le imprese maggiori spese legate alle bollette di 251 milioni, rispetto al 2025.

«Alla vigilia dell’attacco israelo-americano all’Iran, il gas scambiava a 32 euro al megawattora e l’energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni (al 4 marzo) i prezzi sono balzati rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro, per poi flettere di poco», ricorda la Cgia. In regione le imprese nel 2024 hanno speso 1,811 miliardi di euro per gas ed energia elettrica; nel 2025 i costi sono saliti a 1,864 miliardi di euro, con una stima di 2,116 miliardi nel 2026 (più 13,5%).

Tra i settori più in difficoltà, la Cgia cita la produzione di salumi in Alto Adige, marmellate e succhi in regione. E poi ci sono, appunto, i rincari legati all’aumento dei carburanti, con le continue proteste di consumatori e mondo dell’economia.

Il caro-carburanti

Avverte Thomas Baumgartner: «Un camion su rotte internazionali percorre 120mila chilometri l’anno quindi un aumento di 30 centesimi al litro produrrà un maggiore costo di mille euro al mese – calcola il patron di Fercam – e almeno di 12mila euro l’anno».

Gli altri pensano invece ai carburanti in quanto, più semplicemente, voce in bolletta. «Se l’amministratore di condominio è stato previdente, ha già calcolato e comunicato a monte nel preventivo un più 2-3% rispetto allo scorso anno – commenta Marco Lombardozzi – e, visto che siamo alla fine dell’inverno, forse ce la faremo».

E le autostrade? Tutti gli istituti di statistica industriale sono concordi nel dire che per molti mesi potremo viaggiare grazie a scorte petrolifere accumulate e dunque acquistate sul mercato prima degli aumenti. Dopo il settimo giorno di guerra, in sostanza, è tutto un brulichio di calcolatrici in funzione per comprendere su quali parametri si insedierà il reale costo delle materie prime, in gran quantità bloccate ad Hormuz. Anche se dal ministero fanno sapere che solo il 15% del nostro fabbisogno giunge da quei pozzi, mentre il resto da Libia, Azerbaigian e Usa dunque fuori dalle rotte del conflitto.

«Previsioni? Solo un mago potrebbe farle», spiega Lombardozzi, che guida gli amministratori di condominio, «Un aumento reale del 10%, come ora si paventa, rischia di incidere sulle bollette solo se entrassimo in una spirale speculativa. Perché le scorte ci sono e già i costi erano stati calcolati in aumento».

Se le sorprese arrivassero, giungerebbero da un combinato disposto di automatismi non giustificati e dal panico dei mercati che, fino ad ora, decrescono sì, ma senza grandi numeri. Si attende, pronostica ancora Marco Lombardozzi, «che il governo attivi un controllo dei prezzi e monitori i settori più a rischio di speculazione».

Thomas Baumgartner, che siede anche ai vertici di Confindustria trasporti, prova a sua volta ad alzare lo sguardo sugli scenari complessivi, molto condizionati proprio dal sistema commerciale su gomma: «L’incidenza del carburante sul costo al chilometro è del 30%». Quindi? «Beh, un aumento del carburante come si configura attualmente fa aumentare i noli dei mezzi dell’1%».Con quali conseguenze? «Un danno per l’economia e una spinta inflazionistica che si vedrà abbastanza evidente. Insieme, ecco l’altro tema, ai costi di produzione».




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