Umbria

Cucina, dispensa, enoteca e cultura del prodotto: a Perugia c’è Vite ed è per tutti

di Danilo Nardoni

Passare da fine dining (per pochi) a cucina, dispensa ed enoteca (per tutti). Senza perdere identità e soprattutto qualità. Un passaggio delicato, difficile da realizzare nella carta, ma felicemente raggiunto in questo caso. “Vite – Tavola & Dispensa” nasce negli spazi che per qualche anno ha ospitato L’Acciuga, il primo stellato di Perugia, per diventare un ristorante contemporaneo, elegante senza ostentazione, che sorprende per diversi motivi.

La scelta più interessante è stata però quella di non proseguire semplicemente su quel solco. Avrebbe potuto continuare nel percorso della stella Michelin; il locale ha preferito invece cambiare impostazione, mantenendo quasi interamente la brigata che aveva lavorato in quella stagione – con l’eccezione del primo chef, Marco Lagrimino – e costruendo un progetto più aperto e contemporaneo.

La posizione è uno dei primi punti di forza. Il ristorante si trova nella immediata periferia del centro storico della città, facilmente raggiungibile ma con un vantaggio non secondario: la grande facilità di parcheggio, elemento tutt’altro che scontato per chi frequenta Perugia. Un dettaglio pratico che rende l’esperienza semplice fin dall’arrivo.

Entrando si viene subito catturati dalla grande cucina a vista. Ampia, luminosa, separata dalla sala da una parete di cristalli che consente di osservare il lavoro senza interferenze di odori o rumori. All’interno si muove una brigata di cinque cuochi, con quella calma operosa che appartiene alle squadre abituate alla disciplina della ristorazione gastronomica.

La sala è costruita attorno all’idea della dispensa contemporanea. Scaffali e librerie ospitano prodotti provenienti da tutta Italia – vini, oli, risi, conserve, salse, marmellate e specialità stagionali – che non restano elementi decorativi: possono essere degustati, acquistati o portati via. Vite è infatti ristorante ma anche negozio gastronomico, aperto dal pranzo alla cena e frequentabile in molti modi: per un aperitivo, per un piatto veloce o per una cena completa.

Gli artefici di questo progetto sono i fratelli Simona e Luca Caputo, quest’ultimo il “traghettatore” tra passato e presente (ora uomo in sala), insieme a Walter Massinelli, grande collezionista di vini. Ed uno dei punti di forza è senza dubbio la cantina, ampia e ben costruita, tra le più complete che si possono trovare in Umbria. La carta attraversa territori e fasce di prezzo molto diverse: si parte da bottiglie accessibili fino ad arrivare a etichette importanti, rendendo Vite uno dei luoghi più interessanti della città per chi ama bere bene. Con la possibilità quindi di aprire la propria bottiglia a cena o per un semplice aperitivo, oppure acquistandola prima di andare a cena a casa o da amici. Cantina fornitissima quindi, con bottiglie davvero per tutte le tasche, da 20 euro a 20mila euro. Migliaia le referenze, tra carta dei vini e scaffali, con grandi classici, italiani e da tutto il mondo, ma anche vini naturali e produzioni più artigianali.

Il restyling degli interni è stato condotto con grande attenzione. L’ambiente appare informale, ma in realtà è ricco di dettagli di design: lampade disegnate da Paola Navone per Gervasoni, le luci di Paolo Rizzatto per Flos, e tra gli arredi anche un iconico tavolo anni Cinquanta di Ico Parisi, presenza non così comune da incontrare in un ristorante.

La cucina lavora soprattutto sulla stagionalità, con piatti che cambiano seguendo il ritmo dei prodotti. Durante la visita di Gusto24 e Brand Culturale, gli asparagi erano protagonisti del menu, ma anche preparazioni apparentemente semplici – come un uovo strapazzato o un uovo poché – raccontavano una mano delicata e precisa, capace di esprimere grazia e misura. Anche i dettagli della tavola sono curati: posateria e bicchieri sono all’altezza di un locale che vuole distinguersi, contribuendo a un’esperienza complessivamente equilibrata.

L’impressione finale è quella di un luogo dove l’arredamento, la dispensa e la cucina costruiscono un’atmosfera sorprendentemente accogliente. Una volta seduti si entra in una dimensione quasi sospesa, quella di una gastronomia contemporanea dove cucina, prodotti e cantina convivono nello stesso spazio. Non si è più semplicemente in un ristorante: si è esattamente in quel mondo, quello della cucina-dispensa, dove il piacere del mangiare e quello della scoperta dei prodotti si fondono con naturalezza.

Il risultato è un indirizzo che ha cambiato passo rispetto al passato. Rinunciare al percorso della stella Michelin non ha significato arretrare, ma aprire il ristorante a un pubblico più ampio. Oggi Vite è uno spazio vivo, accessibile, dove si può entrare per un aperitivo, per un piatto singolo o per una cena completa, con la sensazione di partecipare a un progetto che unisce cucina, dispensa e cultura del prodotto con naturalezza. Un indirizzo contemporaneo che ha saputo trasformare un’eredità importante in qualcosa di nuovo.

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