dalla politica alle iniziative sul territorio, un coro unito per parità e diritti

Una celebrazione, certo, ma anche e soprattutto un’occasione di riflessione, mobilitazione e rivendicazione. L’Umbria si prepara a vivere l’8 marzo con un fitto calendario di iniziative e con le voci delle istituzioni e del mondo associativo che si levano all’unisono per chiedere più diritti, più parità e più libertà per le donne.
Ferdinandi (Anci): “La libertà delle donne è misura della democrazia”
“Aprire un credito alle donne significa investire sul futuro dell’intera società”. Così la sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, Vittoria Ferdinandi, alla vigilia delle celebrazioni per l’8 marzo.
“La qualità democratica di un Paese si misura anche nella libertà delle donne e nella capacità delle istituzioni di garantire condizioni reali di autonomia, sicurezza e partecipazione. È su questo terreno che le città italiane continuano a lavorare ogni giorno, affinché il principio della parità diventi esperienza concreta nella vita delle comunità”.
“Questa giornata – spiega la Ferdinandi – rappresenta un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società affinché la parità, la libertà e la piena partecipazione delle donne alla vita democratica siano un impegno concreto che attraversa tutto l’anno”.
La sindaca di Perugia ricorda che “ottant’anni fa le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali contribuendo alla costruzione della Repubblica e ampliando l’orizzonte della nostra democrazia. Da allora la presenza femminile nelle istituzioni e nella vita pubblica è cresciuta in modo significativo. Oggi nei Comuni italiani oltre 44 mila amministratrici rappresentano più di un terzo degli amministratori locali e il numero delle sindache è aumentato in modo costante negli ultimi decenni, segno di una trasformazione importante nella classe dirigente dei territori”.
Per la delegata Anci il percorso verso una parità pienamente realizzata “passa anche dalla capacità di garantire alle donne condizioni di autonomia economica e pari opportunità nel lavoro. Il tema della parità salariale rappresenta ancora una delle sfide più importanti per il nostro Paese. Ridurre il divario retributivo e garantire pari riconoscimento professionale significa rafforzare l’indipendenza delle donne e rendere più giusta e dinamica l’intera società”.
E non dimentica, la sindaca di Perugia, “l’impegno, che resta centrale, per il contrasto alla violenza di genere, ancora oggi una delle più gravi ferite sociali e democratiche. Le città sono il primo luogo in cui questo impegno prende forma. Nei territori si costruiscono reti tra amministrazioni, servizi sociali, scuole, centri antiviolenza e associazioni per prevenire la violenza, sostenere le donne nei percorsi di uscita dalle situazioni di abuso e rafforzare le condizioni di autonomia e dignità”.
Bistocchi (Assemblea regionale): “Come le Madri costituenti, rompiamo il paradigma”
Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente dell’Assemblea regionale dell’Umbria, che interviene con una nota decisa e appassionata.
“In un tempo in cui il mondo è incendiato da conflitti e violenze, la politica e le Istituzioni sono chiamate alla prova principale, quella della responsabilità e dell’unità, condizioni fondamentali per un cambio di passo concreto sulle pari opportunità, che invece stenta a farsi vedere. Perché il terreno dei diritti, che dovrebbe essere fertile alla costruzione di una società più giusta ed equa, diventa invece campo di battaglia, più soggetto a colpi di mano che ad azioni concretamente efficaci. Quanto avvenuto con il decreto legislativo, firmato dalla presidente Meloni e dalla ministra Roccella, per la cancellazione delle figure delle Consigliere di parità, è emblematico di una tendenza che punta a restringere spazi, piuttosto che a difendere presidi di uguaglianza e lotta alla discriminazione”.
“Eppure ce ne sarebbe necessità, anche nella nostra Umbria, che pur in forma minore, risente delle tendenze nazionali sull’occupazione femminile, superiore alla media nazionale ma inferiore a quella degli uomini. Così come per l’accesso al lavoro o per la qualità dell’occupazione che ci troviamo a ricoprire o per le violenze che ci troviamo a subire. I dati diffusi dal Procuratore generale Sottani sul Codice rosso, infatti, sono allarmanti: 1300 procedimenti per una regione piccola come la nostra rappresentano un grido d’allarme che non possiamo ignorare. Così come è preoccupante il sensibile aumento di episodi riscontrati tra i minori. Un quadro dunque da non sottovalutare e anzi su cui lavorare, nel quale è lampante la necessità di interventi chiari sul fronte della cultura e dell’educazione”.
“La celebrazione dell’8 marzo diventa emblematica in questo anno, in cui celebriamo gli 80 anni dal diritto di voto alle donne. Nel 1946, per la prima volta, tutte le donne poterono votare e candidarsi, così nacquero le cosiddette ‘Madri costituenti’, ovvero quelle donne elette nell’Assemblea che scrissero la nostra Costituzione. Il volto dell’8 marzo, per me, quest’anno è proprio quello di Adele Bei, di Nilde Iotti e di tutte le altre che in quel tempo che oggi ci sembra, sbagliando, lontano e scontato, con coraggio e lungimiranza, cambiarono il paradigma dominante. Come loro, riempiamo di impegno e di responsabilità le nostre giornate e i nostri ruoli, affinché le Istituzioni possano lasciare una società migliore di come l’hanno trovata, più giusta e più equa, che passa per una parità di genere concreta e reale”.
La Cgil: “Una giornata di rivendicazione e fierezza”
Un messaggio forte arriva anche dalla Cgil Umbria, che invita le donne a scendere in piazza con orgoglio e determinazione.
“In questo periodo storico tremendo, la Cgil Umbria parteciperà convintamente a tutte le manifestazioni che si svolgeranno per l’8 marzo, augurando a tutte le donne una giornata internazionale della donna chiassosa e rumorosa, una giornata di rivendicazione per i propri diritti, una giornata di lotta, ma anche di gioia e fierezza del nostro essere donne tenaci convinte e sicuramente mai disponibili a fare un passo indietro”.
Questo il messaggio che la segreteria regionale della Cgil Umbria lancia in occasione della Giornata internazionale della donna. “Una ricorrenza – continua l’organizzazione sindacale tramite la segretaria generale Maria Rita Paggio e la segretaria regionale Stefania Cardinali – istituita per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in ogni parte del mondo. Ma questa è anche la giornata in cui, ovunque si trovino, le donne sono tutte sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra per portare avanti la loro rivoluzione: una rivoluzione a volte chiassosa con cortei manifestazioni slogan e canzoni, una rivoluzione a volte silenziosa, fatta di atti di ribellione di capelli che escono da sotto un foulard, fatta da atti coraggiosi di chi si allontana da mariti o padri violenti, fatta da chi ha il coraggio di denunciare stupri, aggressioni, molestie fuori e nei luoghi di lavoro, fatta da donne che aiutano altre donne, donne spesso massacrate e uccise da uomini che dicevano di amarle”.
“La storia insegna – ricordano Paggio e Cardinali – che i diritti conquistati non sono mai garantiti per sempre, e ciò vale a maggior ragione per i diritti conquistati dalle donne. In tutto il mondo si moltiplicano gli attacchi alla dignità e alla vita stessa delle donne, catapultate indietro di secoli rispetto ai diritti conquistati spesso a prezzo di molte battaglie e vite sacrificate. In Iran la mobilitazione, partita dal basso per reazione alla morte di Mahsa Amini, è continuata in questi giorni con una strage di giovane donne uccise dai missili di chi diceva voleva salvarle. La guerra non ha volto di donna e neppure hanno un volto di donna i regimi autoritari che portano alla guerra, né hanno un volto di donna i leader di paesi che si definiscono democratici, ma che della misoginia, della leadership machista ne hanno fatto bandiera”.
“Non va meglio a casa nostra – sottolineano le segretarie – dove la prima donna presidente del consiglio, solo pochi giorni fa, ha bocciato il disegno di legge che proponeva il congedo obbligatorio di quattro mesi per entrambi i genitori, che puntava a equilibrare la distribuzione delle responsabilità genitoriali, o di procedere tramite decreto alla cancellazione della figura delle consigliere di parità a livello regionale e provinciale. La figura della consigliera di parità territoriale è fondamentale perché promuove e controlla l’attuazione dei principi di uguaglianza, opportunità e non discriminazione tra uomini e donne nel mondo del lavoro, offrendo ascolto e supporto gratuito, vie da sé che tutto questo non può che avvenire nei territori e non accentrando tutto a livello nazionale”.
A testimonianza della situazione, la Cgil fornisce anche i dati – “inclementi” – del lavoro femminile: “Solo il 58% delle donne sono occupate, contro il 70% del mondo maschile; continua ad alzarsi il fenomeno dei part time involontari che è salito del 12% e che oramai coinvolge in Umbria una donna su tre. Il 70% delle dimissioni volontarie riguarda giovani donne ed è quasi sempre legato alla necessità di accudire i figli o, più avanti, i genitori anziani. Le donne hanno carriere discontinue, guadagnano meno, non raggiungono ruoli apicali e vanno in pensione con assegni ben più bassi di quello degli uomini”.
Le iniziative sul territorio: da Collestrada a Marsciano, da Spoleto a Perugia
Mentre le istituzioni e il sindacato lanciano i loro messaggi, il territorio umbro si anima con decine di iniziative per celebrare la Giornata internazionale della donna.
Protagoniste ogni giorno: Collestrada rende omaggio alle donne
Il Centro Commerciale Collestrada celebra tutte le donne in occasione dell’8 marzo con un’esperienza speciale pensata per farle sentire uniche. Domenica prossima, all’interno della galleria, le aspetta una splendida postazione floreale dedicata a loro: un angolo scenografico dove immergersi tra colori e profumi e scattare foto ricordo indimenticabili. A partire dalle ore 18, tutte le donne iscritte alla community del Centro potranno inoltre gustare un aperitivo in omaggio, da ritirare presso La Caffetteria: un momento di relax e convivialità per brindare insieme alla loro forza, eleganza e bellezza.
A Marsciano: un cammino, musica e teatro
Domenica 8 marzo alle ore 9.00 presso i giardini Orosei a Marsciano prenderà il via “Un cammino che non si ferma”, una passeggiata per valorizzare il percorso e il contributo delle donne nella società tra passato, presente e futuro. Il percorso si snoderà dalla panchina rossa dei giardini Orosei a quella presente nel centro storico di Morcella, con arrivo previsto intorno alle ore 11.30. Durante il cammino, e poi nel teatrino di Morcella, verranno eseguite alcune letture a tema ad opera, fra gli altri, di studentesse e studenti dell’Istituto Onnicomprensivo Salvatorelli-Moneta. L’iniziativa vede la collaborazione di Fiab, Società delle Estranee, Arcus Morcella, Anpi sezione di Marsciano, Pallavolo Media Umbria.
Nel pomeriggio, alle ore 18.00, presso la sala Aldo Capitini in Municipio, andrà in scena “La Musica è Donna”, spettacolo musicale del Trio Calliope insieme a Beatrice Cataldo, in omaggio a Teresa Procaccini. Ingresso gratuito.
In serata, alle ore 21.15, il Teatro Concordia ospiterà “La resistenza delle donne”, spettacolo teatrale che dà voce e volto alle donne della Resistenza. Benedetta Tobagi fa rivivere le storie di quelle donne troppo spesso dimenticate, in un reading teatrale che unisce il rigore della ricostruzione storica all’impegno civile. L’evento rientra nella programmazione dell’Umbria Green Festival. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione. A latere dell’evento, presso il Teatro, sarà possibile visitare la mostra “La Resistenza delle Donne” curata dalla sezione locale dell’ANPI.
A Spoleto: una panchina rossa e un viaggio nei colori
Domenica 8 marzo alle ore 15, nei giardini antistanti la Chiesa di Bazzano inferiore, si terrà l’inaugurazione di una panchina rossa contro la violenza sulle donne, a cura della Proloco di Bazzano inferiore.
Nel pomeriggio, alle ore 17.00, il Botanical Garden di Palazzo Mauri ospiterà “Donna a colori”, iniziativa curata dall’Associazione Il Filo Rosso, con il patrocinio del Comune di Spoleto. Durante l’evento verrà presentato il volume “I cb…lu caldi e altri colori” di Cristina Bonucci, “un’opera che propone un’originale e approfondita riflessione sul significato del colore, esplorato nelle sue dimensioni scientifiche, culturali, percettive e simboliche. Un percorso affascinante che intreccia fisica, arte, moda e pensiero contemporaneo, offrendo al lettore strumenti nuovi per interpretare la realtà attraverso lo sguardo del colore; l’evento è un dialogo sui colori, in cui scienza, arte e riflessione contemporanea si confronteranno per restituire al colore la sua natura di esperienza viva, dinamica e trasformativa”.
Il testo è arricchito dalla prefazione del Professor Giovanni Carlotti, Professore ordinario di Fisica presso l’Università degli Studi di Perugia, e dai contributi di James Hay, Direttore del Dipartimento di Studi dei Media e del Cinema della University of Illinois, a testimonianza del valore scientifico e culturale dell’opera. L’appuntamento, che vedrà l’intervento del prof. Carlotti e la presentazione del percorso ludico e formativo “I colori a tavola” per bambini e bambine curato e realizzato dalla nutrizionista Brunella Martinelli, sarà impreziosito dagli intermezzi musicali del quartetto Hanami.
Il Comune di Spoleto, inoltre, aderisce alla campagna “Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca”, promossa dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del consiglio dei Ministri. La campagna prevede una comune azione di sensibilizzazione, informazione e comunicazione contro la violenza maschile sulle donne. Per l’iniziativa, che durerà tutto l’anno, è stata individuata la bandiera bianca quale strumento principale per rappresentare identità, presenza ed impegno pubblico. La bandiera sarà esposta nella Sala Spoletium a Palazzo comunale.
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