«Il Governo deve ascoltare i cittadini»

FALCONARA Erano le 6,30 di ieri mattina quando decine di persone si sono radunate nel parcheggio vicino all’uscita autostradale di Ancona Nord e poi sono salite in pullman e su alcune auto private per partecipare al presidio del movimento “Fermiamo il disastro ambientale” a Roma, davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La giornata
«Eravamo tanti con striscioni e bandiere, fischietti e tamburi – dicono Roberto Cenci e Fabrizio Recanatesi, esponenti del movimento – Il capo di gabinetto del Mimit ci ha dato disponibilità per un incontro, ma in data diversa da quella di ieri che avevamo richiesto ed infatti le porte di ingresso del Ministero erano protette dalle grate. L’incontro sarebbe stato puramente simbolico, ma non è più tempo di rassicurazioni private e informali». I rappresentanti di Fermiamo il disastro ambientale sono soddisfatti. «Siamo ormai riusciti a portare al centro dell’agenda politica nazionale Falconara, l’urgenza delle bonifiche interne alla raffineria Api e la vendita dell’intero comparto Api/Ip all’azienda di Stato azera Socar». Poi la richiesta ad integrazione delle posizioni del Governo sulla trattativa di vendita. «Chiediamo che siano prese in considerazione le richieste specificate, ritenendo che la negoziazione non sia ancora chiusa, per questo proseguiamo ancora nella mobilitazione. Da tempo manifestiamo le nostre proposte da poter prescrivere col golden power: istituzione di un fondo di garanzia per le bonifiche con una parte dei soldi della compravendita; affido della gestione delle bonifiche al Commissario unico straordinario, al completamento, dopo oltre due anni, del procedimento di riesame delle misure di messa in sicurezza operativa; chiarezza sulla responsabilità in solido della Socar in caso di condanna al processo per disastro ambientale che coinvolge la raffineria di Falconara».
L’appello
Dal movimento giunge anche un’altra richiesta. «Chiediamo alla politica di fare un’attenta valutazione in considerazione del contesto di guerra in Medio Oriente.
Noi siamo venuti a Roma, ora è urgente che Roma venga a Falconara. Quando il sindaco di Falconara invoca tavoli istituzionali, prende in considerazione la nostra voce e la nostra volontà di partecipare? Al sindaco diciamo che non può più evitare di coinvolgerci. Il Governo venga qui a confrontarsi».




