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Battere gli inglesi è un «grande passo» per l’Italrugby

Un risultato atteso, sperato, voluto e alla fine ottenuto. Nonostante gli errori, nonostante le difficoltà, nonostante un avversario comunque temibile, l’Italia non ha mollato, non si è mai abbattuta e ha recuperato lo svantaggio per portare a casa la prima vittoria della sua storia contro l’Inghilterra. Allo stadio Olimpico di Roma, nella quarta giornata del Sei Nazioni 2026, è finita 23 a 18. Quello di oggi è «un grande passo avanti nel nostro percorso» ha detto un soddisfatto Gonzalo Quesada al termine della partita che, anche se non è stata «perfetta», è stata una importante vittoria: «Quello che hanno fatto oggi mi riempie di orgoglio», ha detto riferendosi ai suoi giocatori. L’allenatore degli Azzurri, accolto da un lungo applauso in sala stampa insieme al capitano Michele Lamaro, è tra i principali artefici della costruzione di questo gruppo che sta mostrando una grande maturità e una forza mentale che sembrava sconosciuta a tante formazioni viste in passato. «Non eravamo i favoriti ma c’erano tante aspettative», ha riconosciuto Quesada ai microfoni di Sky, sottolineando che i suoi giocatori «hanno superato il nervosismo» generato dalle alte attese e che «si sentiva». Per questo va riconosciuto il passo in avanti: «Avevamo un piano ma abbiamo avuto difficoltà a metterlo sul campo, perché l’Inghilterra ci ha messo il suo, hanno operato al limite del regolamento» ma nonostante questo, l’Italia ha saputo approfittare delle occasioni che le si sono presentate e non si è lasciata abbattere quando gli inglesi sono andati in vantaggio. Come due anni fa, alla fine del primo tempo le squadre erano vicine nel risultato (oggi 10 a 12 dopo 40 minuti) ma poi l’Inghilterra si era imposta, questo pomeriggio all’Olimpico, invece, «abbiamo gestito la situazione mentale« ed è stato fatto «contro una vera grande squadra». Infatti, gli inglesi erano venuti a Roma per vincere, non per una passerella e soprattutto puntando sulla squadra considerata migliore. Complimenti a tutti i giocatori: «Chi è partito dalla panchina ha fatto benissimo, sapevamo che potevano fare la differenza e tutti quelli che sono entrati hanno fatto quello che dovevano», ha continuato Quesada. Gli Azzurri avranno il tempo di festeggiare e poi subito testa all’ultimo appuntamento: «A Cardiff ci aspetta una gigantesca sfida contro il Galles», soprattutto dopo quello che ha fatto vedere in questo fine settimana contro l’Irlanda. Se Quesada ha il compito di «calmare le acque», i giocatori non riescono a contenere la gioia.

Menoncello: «Ho sognato tutta la settimana questo momento»

«Ancora non ci credo, sono parecchio emozionato. Ho sognato tutta la settimana questo momento e di vincere il titolo di player of the match, ed è successo», ha dichiarato Tommaso Menoncello al termine di quella che ha definito «una partita durissima» ma «abbiamo lavorato tantissimo e ce l’abbiamo fatta». Tommaso ringrazia i compagni e Paolo Garbisi – «perfetto al piede» – ma sicuramente è lui uno dei protagonisti di questa vittoria.

«È bellissimo. Abbiamo fatto una partita difficilissima. Ci siamo messi in difficoltà da soli ma alla fine oggi non solo siamo stati competitivi ma abbiamo portato a casa la vittoria», ha aggiunto il capitano Michele Lamaro, il cui entusiasmo è contagioso.

Lamaro: «La nostra unità ci ha fatto vincere»

«Quando abbiamo preso il giallo, abbiamo pensato dobbiamo tenere. Poi quando hanno preso loro un giallo, ci siamo detti, non dobbiamo solo reggere» e pochi minuti dopo l’Inghilterra ha preso un secondo cartellino giallo, e quello è stato forse il punto chiave della partita: «Non sono una squadra che perde la testa ma abbiamo sfruttato la pressione che sentivamo che loro avevano su di loro» e «la nostra unità di ha permesso di vincere la partita».

«È incredibile. L’Inghilterra è sempre una squadra forte e non l’avevamo mai battuta. Sono felice. I ragazzi hanno fatto un lavoro incredibile. È uno dei momenti più belli della mia carriera, spero di viverne altri così», ha chiuso Tommaso Allan. Il suo augurio, ci sentiamo di dire, vale per tutti.


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