volantini contro CasaPound e contro-chiamata dei residenti

Genova. È ancora scontro a distanza tra i membri del Comitato spontaneo cittadini della Foce e Genova Antifascista, che ha dato appuntamento a sabato 7 marzo per un nuovo “attacchinaggio selvaggio” per la chiusura della sede di Casapound di via Montevideo. Alla chiamata dei militanti, infatti, il comitato ha risposto con una “contro-chiamata” a ripulire il quartiere dai volantini che verranno affissi.
“Il Comitato spontaneo cittadini della Foce risponde, per domenica 8, con un richiamo alla cittadinanza che crede nell’ordine, nel decoro e nella legalità a partecipare a una mattinata di pulizie nel quartiere – fanno sapere in un comunicato – Sarà anche l’occasione di monitorare e documentare le condizioni in cui versa il quartiere e di estendere, con il contributo di tutti, un libro bianco in cui faremo il punto della situazione, spiegheremo quali problemi esistono e indicheremo ai decisori quali strumenti e soluzioni si potrebbero adottare”.
Nei giorni scorsi il comitato, che si è formato per prendere posizione contro le manifestazioni organizzate dalla galassia antifascista genovese contro la presenza della sede di Casapound, ha scritto anche alla sindaca Silvia Salis chiedendo un incontro.
Il comitato, rappresentato ,dall’avvocato Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia, contesta in particolare il metodo della sindaca, accusata di aver scelto di solidarizzare con la “parte più rumorosa” del conflitto, ascoltando una sola campana e ignorando, di fatto, la maggioranza dei residenti che chiede soltanto ordine e quiete pubblica.
“A Genova non interessano dibattiti e proclami su temi ed ideologie ormai definitivamente storicizzate, ma una classe politica con le maniche rimboccate e gli occhi stanchi dopo una giornata di 12 ore a lavorare per la città. Basta passerelle, basta salotti, basa teatrini”.




