80 anni di voto alle donne, incontro della Cgil su diritti e partecipazione

Genova. Venerdì 13 marzo alle 15, nel Salone Governato della Camera del Lavoro di Genova in via San Giovanni d’Acri 6, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “1946 – 2026: 80 anni di voto. La partecipazione delle donne alla vita del Paese”.
L’iniziativa, promossa da Cgil Genova e Cgil Liguria, si inserisce nel calendario di appuntamenti organizzati dal sindacato in occasione della Giornata internazionale della donna.
Il 2026 segna infatti l’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne in Italia, un traguardo che cade in un clima definito dalle organizzatrici “complesso e conflittuale”. Secondo le promotrici dell’incontro, l’8 marzo di quest’anno è attraversato da mobilitazioni e manifestazioni di lavoratrici e pensionate che tornano a rivendicare diritti conquistati con fatica negli anni Sessanta e Settanta.
Tra i temi al centro del dibattito ci sono le modifiche al reato di violenza sessuale previste dal cosiddetto decreto Bongiorno, attualmente in discussione. Secondo le organizzazioni sindacali, gli interventi proposti rischierebbero di indebolire il quadro normativo costruito negli anni contro la violenza di genere, in particolare mettendo in discussione il principio del “consenso libero e attuale” e introducendo invece il concetto di dissenso espresso.
Non meno critico, secondo la Cgil, il quadro relativo al lavoro e alla conciliazione tra vita familiare e professionale. Tra gli esempi citati c’è la mancata approvazione dell’estensione del congedo parentale ai padri. Un segnale che, secondo le organizzatrici, continua a scaricare soprattutto sulle donne il peso della cura familiare e rischia di relegarle in posizioni più marginali nel mercato del lavoro.
I dati sulla partecipazione femminile al lavoro restano infatti preoccupanti: l’Italia si colloca al 96° posto su 146 Paesi nel mondo per presenza delle donne nel mercato del lavoro. In Liguria, inoltre, le lavoratrici risultano particolarmente concentrate nelle fasce di reddito più basse: nella classe di retribuzione annua fino a 20 mila euro si colloca il 60,7% delle donne, contro il 36,8% degli uomini.
A questo si aggiunge il dibattito sulla proposta di legge del governo che prevede l’eliminazione delle Consigliere di Parità a livello regionale, con il trasferimento delle funzioni a un’Authority provinciale alla quale “sarà possibile”, ma non obbligatorio, rivolgersi per denunciare discriminazioni. Una formulazione che, secondo la Cgil, potrebbe aprire la strada alla progressiva cancellazione di queste figure nei territori, accentrando le segnalazioni a livello nazionale.
All’incontro interverranno Caterina Rizzo per UDI Genova, Alessandra Volpe, consigliera di parità della Città metropolitana di Genova, Arianna Cesarone, vicepresidente di ANPI Genova, e le segretarie confederali di Cgil Genova e Liguria Simona Nieddu e Maria Pia Scandolo. Le conclusioni saranno affidate a Lara Ghiglione, segretaria nazionale della CGIL.




