Trentino Alto Adige/Suedtirol

Agricoltura, torna la tensione dopo il via libera Ue al Mercosur – CRONACA



Agricoltura di nuovo in fermento dopo l’attivazione, sia pure provvisoria in attesa del pronunciamento dei giudici, dell’accordo commerciale della Ue con l’America Latina, il Mercosur.

“Critichiamo il Mercosur, le regole devono essere uguali per tutti”, ha ribadito il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

Non si esclude che, a questo punto, i trattori possano tornare in piazza contro quello che il Comitato delle organizzazioni professionali agricole (Copa) definisce “un colpo” per il settore. Ma servirà a poco, per von der Leyen ormai il dado è tratto. 

L’Unione europea infatti non aspetterà il parere della Corte di giustizia e, con buona pace di Parigi e dei sovranisti, ha deciso di tirare dritto su uno degli accordi più importanti della sua storia recente, quello con il Mercosur.

Ursula von der Leyen ha annunciato che la Commissione, con il sostegno della gran parte dei Paesi membri e dopo aver sentito i gruppi della maggioranza all’Eurocamera, ha avviato l’iter per l’applicazione provvisoria di un’intesa che coinvolgerà 750 milioni di persone e che, con un occhio all’America neo-protezionista di Donald Trump, è destinato a cambiare la mappa del commercio tra le due sponde dell’Atlantico.

La chiave per l’applicazione provvisoria – prevista dall’accordo stesso – è stata fornita dalla ratifica arrivata nelle ultime ore da Argentina e Uruguay. A Bruxelles sono convinte che, a breve, seguiranno quelle di Brasile e Paraguay. Perché l’applicazione scatti servirà che l’Ue mandi la nota A verbale dell’intesa al Paraguay, presidente di turno del Mercosur, e che allo stesso tempo riceva le note verbali da ciascuno dei Paesi sudamericani coinvolti.

L’attuazione temporanea tra l’Ue e lo Stato sudamericano con cui c’è stato lo scambio di notifiche, entra in vigore due mesi dopo. Nel frattempo Palazzo Berlaymont sta procedendo per finalizzare tutti i requisiti tecnici per rendere l’accordo effettivo, a cominciare dall’aggiornamento dei dazi.

L’intesa, infatti, azzera le tariffe su oltre il 90% degli scambi per un numero consistente di prodotti: dall’export di carne bovina, pollame e zucchero dall’America Latina all’Ue, a quello di macchinari, auto, alcolici dall’Europa al continente sudamericano.

Una rivoluzione, che probabilmente si concretizzerà entro l’estate. Il passo di von der Leyen è arrivato due giorni dopo che Ppe, Renew e Socialisti avevano annunciato il loro placet all’applicazione provvisoria. Lo stop della Plenaria, che a gennaio ha votato per rimandare l’intesa al parere della Corte Ue, era una ferita aperta per la Commissione. Attendere la decisione del tribunale con sede a Lussemburgo avrebbe rischiato di seppellire l’intesa. E in un contesto commerciale dominato dai dazi e dall’instabilità targati Donald Trump, Bruxelles non poteva permettersi di mancare un accordo definito “strategico”.

“Il Mercosur incarna lo spirito con cui l’Europa agisce sulla scena globale. L’Europa sta diventando più forte e più indipendente”, ha sottolineato von der Leyen.

Non tutti la pensano così. L’opposizione di Parigi, ad esempio, resta ferrea. E’ una spiacevole sorpresa” per la Francia e “un modo di fare inadeguato” nei confronti del Parlamento europeo, ha protestato il presidente Emmanuel Macron. “E’ un tradimento inaccettabile”, hanno sbottato le associazioni agricole transalpine. Sulle barricate tutti i partiti sovranisti e anche la Sinistra. “Von der Leyen non rispetta l’Eurocamera”, è stata la reazione della Lega, mentre per M5S la presidente della Commissione “calpesta la democrazia”. Soddisfatte Spagna, Germania e Olanda. Anche dall’Italia – fino a dicembre scorso a dir poco perplessa sull’intesa – è arrivato il plauso di Adolfo Urso.

“È importante fare presto perché, in attesa delle condizioni molto più favorevoli contenute nell’intesa, si ferma l’export. Prima giunge, meglio è: sarà un grande volano per il Made in Italy”, ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy. “È una vittoria per l’Europa e per l’Italia, che scelgono la crescita”, ha rimarcato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. 

Contrabatte il presidente della Coldiretti: “Noi facciamo politiche restrittive in termini di attenzione all’ambiente, sui diritti sociali. L’organizzazione è stata l’unica nel panorama agricolo a volere la legge sul caporalato e a sostenerla”. “Ma se favorisco l’accordo di libero scambio con Paesi dove” in agricoltura “i bambini vengono usati per fare trattamenti fitosanitari senza alcuna protezione alle vie respiratorie, quei bambini a 40 anni saranno malati di cancro”, ha esemplificato Prandini rilevando il rischio di assecondare pratiche di sfruttamento umano e ambientale che in Europa sono combattute dalle norme. Secondo Prandini si deve “fare in modo che le regole portino a aumentare i sistema di sicurezza”.

Introdurre una clausola di salvaguardia automatica nel nuovo Regolamento sulle preferenze generalizzate capace di fermare le eccessive importazioni di riso dal Sud Est asiatico, in particolare da Cambogia e Myanmar, che minacciano la sopravvivenza del settore europeo.

Questa la richiesta di Confagricoltura e del Copa avanzata a Bruxelles dal presidente Massimiliano Giansanti. “L’intesa raggiunta tra Parlamento e Consiglio non ci convince – afferma Giansanti – Le soglie previste per far scattare il blocco sono talmente elevate da rendere il meccanismo inefficace. Per questo Confagricoltura sta rafforzando il fronte comune, anche in seno al Copa-Cogeca, chiedendo una revisione dei massimali e un sostegno trasversale agli emendamenti a tutela del riso europeo anche da parte dei Paesi non produttori”.

L’Italia, leader Ue con 235mila ettari coltivati e 1,5 milioni di tonnellate annue, rappresenta il cuore della risicoltura europea, ma il comparto sta soffrendo: i prezzi all’origine sono crollati. Alcune varietà che un anno fa valevano circa 100 euro al quintale, oggi si fermano a 60, con punte che scendono sotto i 40 euro.

“Valori ben al di sotto dei costi medi di produzione, che rendono l’attività economicamente insostenibile”.

A pesare sono anche dinamiche internazionali (dal calo del prezzo mondiale del riso alla riduzione dei noli marittimi, fino al deprezzamento del dollaro) che favoriscono l’ingresso sul mercato europeo di prodotto importato a costi altamente competitivi.

Inoltre, accordi come il Mercosur o quello che la Commissione vuole firmare con l’Australia, grande produttore di riso, aggiungono ulteriori minacce, sottolinea Confagricoltura.

Il presidente di Legacoop nazionale Simone Gamberini: “Sui trattati commerciali abbiamo una visione molto pubblica. Siamo per il libero commercio da sempre, abbiamo posto insieme ad altre associazioni imprenditoriali, se penso al Mercosur, la necessità di trovare livelli di reciprocità che ci consentano di tutelare i sistemi europei. A me preoccupa questa lentezza dell’Europa, ma non penso che sia solo un problema di lentezza della Commissione, perché bisogna uscire da questo gioco”.

“Ci sono tre componenti e una sta diventando sempre più vincolante, quella del Consiglio europeo – ha aggiunto -. Io ho sempre più impressione che, oltre a un tema strutturale, ormai il potere delle strutture tecniche sia veramente enorme e senza una possibilità di controllo”. (

SCHEDA

L’Unione europea ha deciso di applicare in via provvisoria l’accordo con il blocco commerciale del Mercosur, dopo la ratifica del trattato da parte di Uruguay e Argentina. Dopo oltre un quarto di secolo, l’intesa potrà entrare in vigore in via provvisoria due mesi dopo lo scambio di notifiche con i Paesi del Mercosur.

All’accordo manca ancora il via libera da parte dell’Eurocamera che il mese scorso ha deciso di chiedere un parere legale alla Corte di Giustizia Ue.

LE CIFRE – Il partenariato eliminerà i dazi all’importazione sul 91% delle esportazioni continentali verso il Sud America: auto, macchinari, apparecchiature per la tecnologia dell’informazione e della comunicazione, tessili, cioccolato, alcolici, vino. Stessa sorte per il 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’Ue, tra cui carne bovina, pollame e zucchero. Nelle previsioni di Bruxelles, l’export europeo agroalimentare verso la regione aumenterà del 50%, eliminando tariffe che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti (sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica).

FRENO DI EMERGENZA – Previste salvaguardie in caso di un aumento eccessivo di derrate agroalimentari in entrata che possano turbare il mercato Ue. Per i prodotti sensibili – carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero – Bruxelles resta pronta ad aprire un’indagine ogni volta che si verificherà un aumento del 5% dei volumi delle importazioni o a un calo del 5% dei prezzi all’importazione.

ACCESSO LIMITATO AL MERCATO – Altre tutele per gli agricoltori europei contro il dumping prevedono un limite massimo alla quantità di prodotti importati dal Mercosur che beneficiano di tariffe più basse per la carne bovina, quella suina e il pollame.

TUTELA DEL MADE IN EUROPE – L’intesa proteggerà oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’Ue, riconosciuti come indicazioni geografiche: si tratta del numero più elevato delle Ig europee – che comprendono Dop e Igp – mai tutelate in un accordo commerciale siglato dall’Ue. Tra queste, 57 sono le indicazioni geografiche italiane protette: dal Prosecco al Chianti, dall’Asiago, passando per Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, il Pecorino Romano e il pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.

LE CIFRE PER L’ITALIA – L’impatto sui rapporti con l’Italia è significativo: Bruxelles ricorda come quasi un milione di posti di lavoro italiani dipende dalle esportazioni nel Mercosur e più di 8mila imprese italiane esportano nei Paesi parte dell’organizzazione latinoamericana. Secondo le stime Ue, le esportazioni italiane di servizi verso il Mercosur hanno un valore di 1,9 miliardi di euro all’anno.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »