Rompe il naso alla madre a calci, pugni e morsi. Lettera al sindaco: «Asia ha bisogno di cure»

A pochi giorni dall’ultimo appello lanciato dalla madre a mezzo stampa, un nuovo episodio ha visto protagonista Asia Basilici. Rientrata in casa in stato confusionale ha aggredito la mamma a calci e pugni fino a romperle il naso e l’ha presa a morsi mentre danneggiava l’abitazione. Come noto per la 22enne esiste da mesi un provvedimento del Magistrato che dispone il ricovero in Rems, ma nessuno lo ha ancora eseguito nonostante le continue segnalazioni ai servizi, tenuto conto peraltro che con la madre della ragazza vive anche una figlia più piccola di 8 anni.
«Non voglio denunciare mia figlia, che ha bisogno di cure. Ma mi chiedo se le istituzioni stiano aspettando che succeda qualcosa di irreparabile prima di intervenire. Dopo il provvedimento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria la Asl ha risposto che sono consapevoli e sottolineano la gravità della situazione, ma nello stesso tempo declinano loro stessi la propria responsabilità sui comportamenti di mia figlia. Quello che chiedo è semplice: tutela. Per mia figlia Asia, per me e per la sua sorellina.
«Mi rivolgo pubblicamente al Sindaco, autorità sanitaria del territorio, perché la situazione che riguarda mia figlia e la mia famiglia non può più essere ignorata dalle istituzioni.
Da anni segnalo alle istituzioni – Comune, welfare, servizi sociali e servizi sanitari – la gravissima situazione psichiatrica di mia figlia, affetta da disturbo bipolare, disturbo borderline e con invalidità riconosciuta al 100%. Questa situazione è nota da anni a tutte le istituzioni competenti, che nel tempo sono intervenute più volte con accessi al pronto soccorso, interventi delle forze dell’ordine e segnalazioni ai servizi. Nonostante questo, mia figlia continua a non ricevere la presa in carico e la tutela sanitaria necessarie. Ieri la situazione è nuovamente degenerata in modo gravissimo. La mia figlia minorenne da tempo è costretta a vivere in una situazione di paura e di grave rischio. A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento di estrema gravità: mia figlia ormai si procura ferite quasi quotidianamente, come dimostrano anche le recenti ferite e i numerosi accessi al pronto soccorso. Assurdo che il sistema sanitario riconosca la gravità e il pericolo della situazione, ma nei fatti lascia per strada una ragazza gravemente malata e una famiglia senza alcuna tutela».
Nella lettera al sindaco, la mamma di Asia chiede che questo intervenga immediatamente, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge, compresa la valutazione urgente di un Trattamento sanitario obbligatorio, «per garantire la tutela della salute e della sicurezza di mia figlia, della mia famiglia e della collettività. Questa situazione è nota da anni alle istituzioni e ieri ha prodotto l’ennesima aggressione con conseguenze fisiche per me. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima che qualcuno si assuma finalmente la responsabilità di intervenire».
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