Acconto Tari slitta all’estate grazie al bonus rifiuti. Ma è incognita sul saldo

Genova. Slitta all’estate il pagamento del’acconto della Tari, la tassa sui rifiuti. La giunta comunale ha approvato la proposta del vicesindaco Alessandro Terrile, modificando le date delle scadenze del versamento per le utenze domestiche.
Le nuove date per l’acconto della Tari
Per il 2026 la prima scadenza non è più il 30 marzo ma il 30 giugno, data entro cui si può pagare l’acconto o l’intero saldo. Slittano, inoltre, dal 30 aprile al 30 luglio la scadenza della seconda rata e dal 30 maggio al 30 agosto il versamento della terza. Restano invece invariate le scadenze per la Tari delle utenze non domestiche, fissate per il 15 aprile, 15 maggio, 15 giugno e 15 luglio.
“Abbiamo introdotto questa modifica alla luce dell’avvio del bonus sociale rifiuti, rivolto ai nuclei familiari, che abbiano requisito di accesso Isee, previsto da Arera, che prevede uno sconto del 25% rispetto alla Tari dovuta nel 2025. Inoltre, l’Agenzia di regolazione per Energia Reti e Ambiente fissa il riconoscimento al 30 giugno”, spiega Terrile. Resta da capire però a quanto ammonterà il saldo della Tari, previsto a fine anno, anche alla luce dell’aumento della spesa alla gestione dei rifiuti e il trattamento fuori regione.
Che cos’è il bonus rifiuti e come si ottiene
Il bonus rifiuti è uno sconto applicato automaticamente sulla tariffa per la gestione dei rifiuti (Tari o tariffa corrispettiva) destinato alle famiglie con Isee sotto una determinata soglia. L’agevolazione, riconosciuta una volta all’anno, consente una riduzione del 25% dell’importo dovuto e viene applicata l’anno successivo rispetto a quello in cui l’Isee risulta nei limiti previsti.
I requisiti sono gli stessi richiesti per accedere ai bonus sociali di luce, gas e acqua: l’Isee non deve superare 9.796 euro per i nuclei con fino a tre figli a carico oppure 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli. Inoltre l’utenza Tari deve essere domestica e intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell’Isee.
Il bonus viene riconosciuto in modo automatico, senza che l’utente ne faccia richiesta, ma è necessario aver presentato la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) all’Inps per ottenere l’attestazione Isee. In questo caso il termine era dicembre 2025. Se un cittadino ha presentato, la Dsu all’Inps dopo, il bonus sarà corrisposto nel 2027.




