Liguria

Ex Ilva, ancora in piedi la trattativa con Flacks Group. Stop a Taranto, i commissari impugnano il decreto


Roma. Va avanti la trattativa per la vendita dell’ex Ilva a Flacks Group. È quanto emerge al termine del tavolo tra Governo e sindacati presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. In quel frangente i commissari straordinari hanno annunciato che impugneranno entro lunedì il decreto del Tribunale di Milano che blocca l’area a caldo dell’acciaieria dal 24 agosto, con prevedibili ripercussioni a cascata anche su Cornigliano. Il tavolo sull’ex Ilva si riaggiornerà al 31 marzo. Nel frattempo verranno ispezionati tutti gli impianti sotto il profilo della sicurezza dopo l’incidente mortale a Taranto che ha provocato 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti.

In un’intervista all’Ansa, intanto, l’imprenditore ha assicurato che, pur rappresentando un’evoluzione “imprevista”, la decisione dei giudici “non è considerata dal gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza”, ha dichiarato il presidente del fondo. Alla domanda se sia ancora interessato all’acquisizione la risposta è affermativa: “Sì, il Gruppo Flacks resta pienamente impegnato. Tale posizione è stata comunicata con piena convinzione al governo”.

Flacks ha spiegato che “per garantire piena affidabilità operativa e visibilità futura durante le trattative, il gruppo ha richiesto le necessarie tutele legali, considerate essenziali per procedere con sicurezza verso i propri obiettivi industriali”. Il governo, d’altra parte, ha manifestato ai sindacati tutta l’intenzione di stringere sui tempi in una partita che, come ha riconosciuto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, “era già di per sé molto difficile” e “ora si è ulteriormente complicata anche per effetto della sentenza del Tribunale”.

Tra l’altro il decreto del Tribunale di Milano “complica la procedura per l’erogazione dell’ultimo prestito concesso dal Governo – hanno spiegato i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria -. Anche la commissione europea, che aveva autorizzato il finanziamento, ha scritto ai commissari straordinari e ai ministeri chiedendo informazioni”. “La sentenza del tribunale di Milano – è stato comunicato ai sindacati – sarà impugnata nei prossimi giorni dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia“.

I commissari straordinari hanno quindi riferito che “la trattativa per la vendita in esclusiva con Flacks Group sta in ogni caso andando avanti. Al gruppo statunitense sono stati chiesti chiarimenti e ulteriori approfondimenti che riguardano sostenibilità finanziaria, piano industriale, fonti di finanziamento ed eventuali accordi vincolanti con partner industriali”.

Nel corso dell’incontro, inoltre, secondo quanto si apprende, il commissario Giovanni Fiori ha illustrato il piano industriale presentato da Flacks Group durante le trattative. Il piano prevede di salire entro un anno a una produzione di acciaio di 6 milioni di tonnellate a Taranto, con l’impegno – fermo restando che si risolva la questione del sequestro dell’altoforno 1 – a mettere sul tavolo 250 milioni di equity. Sul fronte occupazionale, secondo il commissario, Flacks Group è quello che sulle assunzioni ha dato maggiori garanzie.

I sindacati però chiedono a gran voce l’intervento dello Stato. 

“Quello di oggi è stato un incontro importante, il primo tema che abbiamo posto è quello della sicurezza. Sul bando pensiamo che sia ormai chiaro che l’unica soluzione possibile è la gestione pubblica degli impianti per garantire la continuità produttiva, lo Stato si deve assumere la responsabilità”, dice il segretario generale della Fiom Michele De Palma, uscendo da palazzo Chigi.

Bisogna “iniziare a pensare a un piano B, dove il Governo è la parte trainante dell’assetto proprietario per poi aggregare gli industriali del Paese”, commenta il leader della Fim, Ferdinando Uliano. “Abbiamo visto anche che il presidente di Federmeccanica ha fatto dichiarazioni importanti rispetto all’interesse della classe imprenditoriale italiana – ha detto – bisogna cogliere questo elemento e cercare di concretizzarlo. Per noi diventa importante la questione della salute e sicurezza dei lavoratori con un piano straordinario. Bisogna rafforzare la manutenzione degli impianti sia con risorse che con un coordinamento delle ditte”.

Per l’ex Ilva serve “un piano che preveda l’ingresso dello Stato al 100%”, perché “la trattativa con Flacks non convince”, secondo il segretario generale della Uil, Rocco Palombella. In questo momento lo Stato ancora continua a rimanere appeso a Flacks e se noi rimaniamo appesi a Flacks, noi non risolveremo il problema – ha detto Palombella -. Lo Stato si deve convincere che deve rientrare a pieno titolo per poter trovare le soluzioni opportune, quelle occupazionali, quelle ambientali e soprattutto della sicurezza”.

Temiamo che” la trattativa per l’ex Ilva con Flacks group “si concluda esattamente nel modo in cui si è conclusa con ArcelorMittal, cioè che loro affidano lo stabilimento, che è uno stabilimento strategico, il più importante d’Italia, e la siderurgia di questo paese a un soggetto che non è assolutamente in grado di farla”, fa eco Sasha Colautti di Usb.

“Non ci è stata ancora ufficializzata la compravendita”, precisa Paolo Olmari della Rsu Fim Cisl dell’ex Ilva di Cornigliano”. “Per quanto riguarda la vendita sono stati fatti dei nomi, ma ancora nulla di fatto“, conferma Luca Pasquetti, Rsu Fim Cisl di Ilva in amministrazione straordinaria.

 




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »