Guerra in Iran, l’incubo dei pugliesi a Dubai: “Tanta paura”
C’è chi è riuscito a trovare un biglietto aereo ed è in aeroporto, chi invece aspetta ancora. Sono i pugliesi bloccati nei Paesi arabi, in seguito allo scoppio della guerra fra Usa-Israele e Iran. Lamentano spesso la mancanza di comunicazioni utili dall’Italia, per capire il da farsi una volta che gli scali aeroportuali sono stati chiusi, al netto del panico per le esplosioni e per i missili che tagliavano il cielo. “Ci hanno detto di andare per fatti nostri in Oman o all’ambasciata di Abu Dhabi, questo è l’aiuto che abbiamo ricevuto dall’Italia – dice uno dei pugliesi rimasti lì – abbiamo avuto la fortuna che l’agenzia che ci ha supportato è riuscita a ricollocarci su un volo dell’Emirates, perfettamente operativa ed efficace”.
C’è chi non ha notato disordini, chi invece si è trovato a poche centinaia di metri dalle prime esplosioni. Come l’avvocato Marcello Donofrio, che non nasconde il panico di quei momenti mentre attende di tornare in Italia. C’era quasi riuscito, con un volo organizzato dalla Farnesina, ma una volta in aeroporto – in Oman – è stato respinto perché il volo era in overbooking. “C’erano anche alcune famiglie con bambini”, ricorda. È tornato in hotel per aspettare un’alternativa. Tutto questo dopo essere già passato da Dubai all’Oman, e anche in questo caso le cose sono state tutt’altro che semplici: per questioni di assicurazione, i veicoli con targa di Dubai non possono transitare nell’altro Stato, e quindi è stato necessario trovare qualcuno che garantisse il passaggio della frontiera. Donofrio ce l’ha fatta, ma non dimentica i momenti delle prime esplosioni a Dubai, quando per sicurezza sono andati tutti giù, ad aspettare nel garage dell’hotel: “Siamo stati lì un’oretta e poi ci siamo spostati nelle nostre stanze”.

