Stranezze di città, tre giorni dopo i “Due giorni di cura”
Ho incrociato il nutrito gruppo di studenti e il loro Insegnante di Scienze Motorie nei pressi dell’entrata al parco di Tor Tre Teste-Alessandrino di “via del percolato”. A piedi si dirigevano verso l’Impianto A. Nori per partecipare alla corsa di Miguel.
Provenivano dalla fermata del bus ATAC di via Molfetta e sono passati dentro la discarica abusiva nell’ex parcheggio del campo sportivo “Walter Cervini”.
Il professor Alfredo Cecconi (nome e cognome di fantasia) ad alta voce parlava con ai suoi studenti “nella prossima vita voglio fare il professore di educazione ambientale. Voglio essere il professionista che progetta e fornisce servizi educativi e promuove la conoscenza, la valorizzazione e la tutela dell’ambiente.
Io vi sto accompagnando alla “Corsa di Miguel”, la manifestazione che da anni ha avviato un’intensa attività di collaborazione e gemellaggio con la scuole della città di Roma e dell’area metropolitana.
Una corsa che ha l’obiettivo di promuovere nei ragazzi una cultura sportiva fatta di curiosità verso il mondo e di lealtà verso i valori di una sana competizione, ricordando che lo sport è prima di tutto una forma di aggregazione e un vero e proprio strumento per combattere ogni forma di violazione dei diritti dell’uomo.
Il ricordo di Miguel Sanchez è l’occasione per farvi conoscere il dramma dei desaparecidos argentini, ma è anche lo spunto per veicolare un concetto di sport che va oltre la semplice competizione, per diventare momento di aggregazione sociale.
E dove andiamo a passare? Nel luogo che da anni è una discarica abusiva, a due passi da una scuola.
Vi accompagno ad evento sportivo di particolare prestigio, rilievo e di lunga tradizione, e ci siamo inoltrati in questa “terra dei fuochi de noantri“, devastata dallo smaltimento illecito di rifiuti”.
Tre giorni dopo
A piedi ci sono ritornato questa mattina in “via del percolato”.
Ed ho visto che non solo i già presenti GRANDI RIFIUTI sono allo stesso posto, ma se ne sono aggiunti altri.
Nei “Due giorni di cura” le associazioni hanno raccolto con fatica volenterosamente il materiale più leggero, lo hanno accuratamente imbustato e hanno annodato tutte le buste, ma queste ancora non sono state ritirate dal Servizio Giardini o dall’AMA e l’Assessorato all’Ambiente non si è interessato a chiudere un ciclo di lavoro che altri hanno iniziato.
Gli “zozzoni” non si sono persi d’animo e da lunedì hanno scaricato in “via del percolato” tanto altro materiale da discarica.
Gli “zozzoni” sanno che in via del Pergolato ci sono particelle di terreno appartenenti anche a privati, così come è privata l’area davanti all’ex campo “Walter Cervini” e alla scuola di via del Pergolato.
Sanno che il Servizio Giardini, che ha la competenza sulla manutenzione ordinaria e straordinaria dei parchi, giardini, alberate stradali e aree verdi di pertinenza pubblica, non può intervenire su aree private.
Sanno che l’AMA, che ha la competenza per la pulizia e lo spazzamento del suolo pubblico e marciapiedi, non può intervenire su aree private.
Sanno anche che l’Assessorato all’Ambiente non ha il potere di intervenire direttamente all’interno di una proprietà privata, poiché questa è tutelata dal diritto di proprietà.
Eppure è da tantissimi anni che il problema sussiste e non viene risolto.
A danno dei cittadini e certamente non per educare alla bellezza i nostri ragazzi in transito e gli alunni della vicina scuola del Plesso Pergolato dell’IC Olcese.
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