Compravendita di supercar senza pagare l’Iva, frode da 103 milioni: perquisizioni anche in Trentino Alto Adige – Cronaca
BOLZANO. Maxi operazione europea contro una presunta frode IVA nel commercio di auto di lusso. L’indagine, denominata “Emily” e coordinata dalla Procura europea (Eppo), ha portato a decine di perquisizioni anche in Alto Adige, con il coinvolgimento dell’Area verifica e antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Bolzano, nell’ambito di un’inchiesta internazionale che ipotizza un danno erariale superiore a 103 milioni di euro.
Le indagini sono state condotte in Italia dai funzionari dell’ufficio ADM di Bolzano, appartenente alla Direzione territoriale Trentino-Alto Adige dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Nella giornata del 4 marzo sono state eseguite diverse perquisizioni nella provincia autonoma di Bolzano, con il supporto dei colleghi della Direzione territoriale e dell’ufficio ADM di Trento. Durante le attività di polizia giudiziaria è stata sequestrata documentazione fiscale e commerciale ritenuta utile per ricostruire il presunto sistema fraudolento.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’organizzazione avrebbe utilizzato un articolato schema di “frode carosello” legato alla compravendita di autovetture provenienti dalla Germania. I veicoli sarebbero stati ceduti attraverso una catena di società di comodo, i cosiddetti “missing trader”, con sede in diversi Paesi dell’Unione europea. Queste società avrebbero omesso il versamento dell’IVA consentendo ad altri soggetti della filiera di richiederne indebitamente il rimborso.
Le società riconducibili ai principali indagati, proprietari di un gruppo di concessionarie con sede a Berlino e Iserlohn, avrebbero avuto un ruolo centrale nello schema, operando come intermediari nelle transazioni e nella promozione online delle auto di lusso per conto di società fittizie, spesso formalmente amministrate da prestanome provenienti da altri Paesi europei.
Nella stessa giornata sono state eseguite oltre 150 perquisizioni in nove Paesi europei – Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Polonia e Slovacchia – con l’impiego di più di 1.100 investigatori fiscali e agenti di polizia. L’operazione ha portato al sequestro di auto di lusso, contanti, opere d’arte e altri beni per un valore superiore a 13,5 milioni di euro, oltre all’arresto di nove persone, cinque nella Repubblica Ceca e quattro in Germania.
L’indagine si è svolta con il supporto di Europol e rappresenta, secondo gli investigatori, un esempio della cooperazione internazionale nella lotta alle frodi che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione europea. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva dei tribunali competenti.




