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‘Storie di Forza’: la Lilt lancia una rassegna cinematografica dedicata al mondo femminile | isNews

Tre appuntamenti a Termoli per riflettere su salute, diritti e autodeterminazione attraverso il grande schermo e il dibattito con esperti


TERMOLI. In occasione dell’8 marzo e per l’intero mese, la Lilt Campobasso promuove ‘Storie di Forza’, una rassegna di film dedicata al tema del femminile e alla sua condizione attuale. L’iniziativa si propone come un’occasione di riflessione condivisa per analizzare la complessità dell’essere donna oggi, tra pressioni sociali e percorsi di cura.

“Il femminile oggi si confronta con una realtà complessa, segnata da pressioni sociali, sovraccarico mentale e aspettative spesso contraddittorie – spiega la psicoterapeuta della Lilt Campobasso, Marianna D’Aulerio –. In questo scenario, parlare di salute significa riconoscere il valore dell’autodeterminazione. La visione collettiva di un film offre uno spazio protetto di dialogo, contribuendo a rafforzare una cultura della cura di sé meno giudicante”.

Il progetto, curato dalla Consulta Femminile della Lilt in collaborazione con MoliseCinema, prevede proiezioni alle ore 16:30 presso l’auditorium della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Termoli. Il calendario si aprirà domenica 8 marzo con ‘Cosa sarà’ di Francesco Bruni; seguiranno venerdì 13 marzo ‘Domani è un altro giorno’ di Simone Spada e sabato 21 marzo ‘La vita che verrà’ di Phyllida Lloyd. Al termine di ogni visione si terrà un dibattito con esperti del settore e rappresentanti delle numerose associazioni partner, tra cui Fidapa, Casa del Libro, UniTre, Sopra Le Righe, Tabula Rasa Aps e La Rosa e il Libro.

“Racchiudiamo in questo progetto la promozione di una visione integrata della prevenzione, attenta non solo agli aspetti sanitari ma anche a quelli sociali e culturali – afferma la presidente della Lilt Campobasso, Carmela Franchella – Il linguaggio del cinema diventa uno strumento per sensibilizzare su temi quali la prevenzione oncologica, le pari opportunità e il contrasto alla violenza di genere”.


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