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Accademia militare di Modena, giurano gli allievi del 207° corso ‘Fermezza’: due molisani tra i futuri ufficiali (LE INTERVISTE) | isNews

Venerdì Francesco Abbruzzese di Agnone e Matteo Di Iorio di Mirabello vivranno un momento fondamentale del loro percorso. La cerimonia si terrà nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale


MODENA. Venerdì 6 marzo, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, gli Allievi Ufficiali del 207° corso “Fermezza” dell’Accademia Militare presteranno giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana. Tra loro due giovani allievi molisani: Francesco Abbruzzese di Agnone e Matteo Di Iorio di Mirabello Sannitico. Vivranno un momento fondamentale del loro percorso: il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, atto che segna l’ingresso ufficiale nei ranghi dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri. Il 207° corso “Fermezza” è composto da 254 Allievi Ufficiali (236 italiani e 18 stranieri), di cui 44 donne. La cerimonia, alla presenza delle massime autorità civili e militari, sarà trasmessa in diretta streaming sui canali social dell’Esercito Italiano. Fondata nel 1678, l’Accademia Militare di Modena è l’istituto universitario che forma i futuri ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri. L’Accademia Militare di Modena, istituita il 1° gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, è oggi l’Istituto di formazione militare a carattere universitario responsabile della formazione iniziale dei futuri Ufficiali d’arma e medici del ruolo normale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, in un percorso di studi che porterà al conseguimento della laurea in scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Giurisprudenza.

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L’INTERVISTA A FRANCESCO ABBRUZZESE

Francesco Abbruzzese ha 20 anni ed è di Agnone, dove ha vissuto fino all’età di 15 anni quando, dopo aver frequentato il biennio presso il liceo scientifico Giovanni Paolo I, è entrato alla Scuola Militare “Nunziatella”. Dopo aver conseguito la maturità ha frequentato il primo anno di corso presso la Scuola Marescialli dell’Arma dei Carabinieri ed ora studia Giurisprudenza presso l’Accademia Militare. Prima di intraprendere la carriera militare praticava nuoto a livello agonistico e ad oggi, grazie alle possibilità che l’Accademia offre, continua a coltivare questa sua passione.

Quanto è stato difficile lasciare casa per andare a Modena e cosa ti ha aiutato di più in questo passaggio?

Lasciare casa per venire a Modena sicuramente non è stato semplice, perché significa staccarsi dagli affetti e dalle abitudini che danno sicurezza. All’inizio si sente la distanza, soprattutto nei momenti di difficoltà. Ad aiutarmi di più è stato il sostegno della mia famiglia e dei miei amici, che hanno sempre creduto in questa scelta. Fondamentale è stato anche il ruolo dei colleghi con cui si condividono fatiche e motivazioni. Sapere di avere uno scopo chiaro e valori forti ha reso il distacco più sopportabile e pieno di significato.

Come descriveresti il tuo percorso all’interno dell’Accademia Militare? L’esperienza che stai affrontando rispetta le aspettative che avevi prima di iniziare questo percorso?

Il mio percorso all’interno dell’Accademia Militare lo descriverei come intenso, formativo e trasformativo sia sul piano professionale che personale. Ogni giornata richiede impegno, disciplina e capacità di adattamento, mettendo alla prova carattere e determinazione. Le difficoltà non mancano, ma sono proprio quelle a rendere l’esperienza autentica e a far maturare sicurezza e consapevolezza. Le aspettative iniziali erano alte, ma la realtà è ancora più impegnativa e completa di quanto immaginassi. Proprio per questo posso dire che l’esperienza le rispetta, anzi le supera, dando un significato più profondo alla scelta fatta.

Guardando al futuro, che tipo di Ufficiale vorresti diventare e dove ti immagini tra dieci anni?

Nel futuro mi piacerebbe diventare un Ufficiale equilibrato, fermo nelle decisioni ma giusto nei modi, capace di tenere unito il reparto anche nei momenti più difficili, capace di guidare con l’esempio prima ancora che con il grado. Spero di ricoprire incarichi di responsabilità, mantenendo sempre senso del dovere e spirito di sacrificio con l’obiettivo di essere un riferimento affidabile, fedele ai valori dell’Arma e degno della fiducia dei miei uomini. Tra dieci anni mi immagino operativo sul territorio nazionale a servizio della popolazione, cresciuto professionalmente e umanamente.

Cosa significa per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana e quali responsabilità sentirai di dover assumere?

Giurare fedeltà alla Repubblica Italiana per me significa assumere un impegno morale prima ancora che formale, mettendo lo Stato e i suoi valori al di sopra degli interessi personali. È la scelta consapevole di servire con lealtà, disciplina e onore, anche quando ciò richiede sacrifici. Sento la responsabilità di agire sempre con equilibrio, giustizia e rispetto della legalità, consapevole del ruolo che rappresento.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’Accademia Militare? C’è stato un momento specifico o una figura che ha influenzato particolarmente questa decisione? La tua famiglia come ha reagito?

Ho scelto l’Accademia Militare in quanto mi ha spinto il desiderio di svolgere un servizio concreto verso lo Stato, in un ruolo che unisse responsabilità, leadership e valori chiari. E’ stata una scelta maturata nel tempo, sentendo sempre più forte l’attrazione per una vita di impegno e disciplina. Più che un singolo momento, è stato un percorso di consapevolezza, rafforzato dall’ammirazione per chi indossa l’uniforme con serietà e onore. La mia famiglia ha reagito con emozione e anche un po’ di preoccupazione, conoscendo le difficoltà di questa strada. Tuttavia mi ha sempre sostenuto, perché ha compreso che si trattava di una scelta profonda, coerente con i miei valori e le mie aspirazioni.

È stato difficile mantenere i legami di amicizia con chi non ha scelto questa strada? Che legami si creano con chi ha condiviso con te questa scelta?

Mantenere i legami con chi ha scelto strade diverse inizialmente è stato difficile perché non tutti comprendono davvero cosa comporta questa scelta, gli impegni continui e le responsabilità riducono il tempo, e alcuni rapporti inevitabilmente si allentano. Tuttavia, restano le amicizie più solide, quelle fondate su rispetto e comprensione reciproca. Qui invece, nascono legami diversi, costruiti vivendo fianco a fianco prove impegnative. Condividere fatica, regole severe e momenti difficili crea sentimenti di fiducia profonda e spirito di corpo; sono rapporti che vanno oltre l’amicizia: diventano fratellanza basata su valori condivisi e sostegno leale.

Della tua famiglia o della tua terra cosa hai portato ogni giorno con te a Modena?

Di casa porto soprattutto i valori con cui sono cresciuto: rispetto, senso del dovere e attenzione per gli altri. La mia famiglia mi ha insegnato la costanza e l’umiltà, qualità che qui fanno davvero la differenza ogni giorno. Della mia terra porto il modo di essere: concretezza, attaccamento alle radici e capacità di non arrendermi facilmente. Sono riferimenti silenziosi, ma presenti in ogni scelta e in ogni difficoltà affrontata. In fondo, è come avere sempre con me una base solida da cui partire per affrontare tutto il resto.

L’INTERVISTA A MATTEO DI IORIO

Matteo Di Iorio ha 19 anni ed è di Mirabello Sannitico, dove ha sempre vissuto con i genitori e la sorella. Dopo aver frequentato il Liceo scientifico “A. Romita” di Campobasso ha deciso di intraprendere la carriera militare, tentando il concorso per l’ammissione al 207° corso “Fermezza” dell’Accademia Militare. Le sue passioni sono lo sport e le materie scientifiche.

Quanto è stato difficile lasciare casa per andare a Modena e cosa ti ha aiutato di più in questo passaggio?

All’inizio non è stato semplice lasciare, per la prima volta e per un periodo così lungo, il luogo in cui sono nato e cresciuto. Tuttavia, ho trovato un ambiente in cui il sostegno reciproco tra colleghi è costante e rappresenta una componente essenziale della vita in Accademia. Fondamentale è stato anche il supporto dei miei affetti che, nonostante la distanza, non mi hanno mai fatto mancare la loro presenza e il loro incoraggiamento, facendomi sentire sempre sostenuta.

Come descriveresti il tuo percorso all’interno dell’Accademia Militare? L’esperienza che stai affrontando rispetta le aspettative che avevi prima di iniziare questo percorso?

Descriverei il mio percorso in Accademia Militare come un cammino di crescita continua. A settembre sono entrato senza sapere fino in fondo come questa esperienza avrebbe cambiato la mia vita; oggi, a pochi giorni dal giuramento, sento di avere una consapevolezza nuova e più matura delle mie capacità e delle mie responsabilità. Dopo cinque mesi posso affermare che ciò che sto vivendo non solo rispecchia quelle aspettative, ma le ha rese ancora più concrete e profonde, giorno dopo giorno.

Guardando al futuro, che tipo di Ufficiale vorresti diventare e dove ti immagini tra dieci anni?

Guardando al futuro, vorrei diventare un Ufficiale guidato dai valori che l’Accademia Militare mi ha trasmesso in questi anni di formazione. Mi piacerebbe lavorare nell’ambito dell’innovazione e dello sviluppo delle nuove tecnologie, ed essere sempre attento al benessere del personale alle mie dipendenze.

Cosa significa per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana e quali responsabilità sentirai di dover assumere?

Per me, giurare fedeltà alla Repubblica Italiana significa confermare e consolidare la scelta che ho compiuto mesi fa, spinto dalla volontà di essere utile al mio Paese e lavorare al servizio della collettività.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’Accademia Militare? C’è stato un momento specifico o una figura che ha influenzato particolarmente questa decisione? La tua famiglia come ha reagito?

Sono stato spinto a scegliere l’Accademia Militare dalla mia inclinazione per una vita dinamica e dedicata al servizio degli altri, un percorso in cui le mie passioni potessero trovare piena espressione. Fin dall’inizio, la mia famiglia ha accolto con gioia la mia scelta, condividendo i valori che guidano le mie decisioni e il mio impegno.

È stato difficile mantenere i legami di amicizia con chi non ha scelto questa strada? Che legami si creano con chi ha condiviso con te questa scelta?

Non è stato difficile mantenere i legami di amicizia con chi non ha scelto la mia stessa strada: da loro ho sempre ricevuto supporto e, nonostante la mia vita sia cambiata, i rapporti non sono cambiati. All’interno dell’Accademia, invece, si instaurano legami fraterni unici, che nascono e si rafforzano vivendo fianco a fianco le difficoltà quotidiane, condividendo sfide e successi giorno dopo giorno.

Della tua famiglia o della tua terra cosa hai portato ogni giorno con te a Modena?

Dalla mia famiglia e dalla mia terra porto con me a Modena la determinazione a mettermi in gioco e a lavorare con impegno per raggiungere i miei obiettivi, insieme alla caparbietà necessaria per affrontare e superare anche i traguardi più difficili.


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