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“Criminali senza scrupoli”, lo Stato si riprende 205 milioni di euro dei fratelli Pellini per il disastro ambientale nella Terra dei Fuochi

Criminali senza scrupoli che hanno piegato le loro competenze imprenditoriali al perseguimento del soldo facile”, si legge nelle 291 pagine del decreto di confisca di 205 milioni di euro contro i fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini.

Lo Stato si è così riappropriato di quanto restituito due anni fa, per un vizio formale, agli imprenditori responsabili di uno dei peggiori disastri ambientali nella Terra dei Fuochi. La confisca è stata disposta dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli (presidente Teresa Areniello) per i fratelli Pellini, che operavano nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali. Uno di loro era un carabiniere, fu sospeso dal servizio nel 2006.

Il Gico del Nucleo della Polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha messo i sigilli a 8 aziende tra Napoli, Frosinone e Roma, 224 immobili tra Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone; 75 terreni; 70 rapporti finanziari, 72 auto, 3 barche e 2 elicotteri. Secondo le indagini parte delle loro ricchezze sono frutto del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Siamo forse al dunque di una lunga e tortuosa vicenda giudiziaria iniziata nel 2017 e culminata tra mille polemiche nel marzo 2024, quando la Cassazione decise di restituire ai Pellini un patrimonio di circa 220 milioni di euro a causa della tardività del decreto di confisca di secondo grado.

La Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri e le Fiamme gialle hanno però riavviato le indagini patrimoniali, che hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, ed hanno confermato la pericolosità “qualificata” dei Pellini derivante dal traffico illecito di rifiuti perpetrato nella “Terra dei Fuochi” dai quali è conseguita la loro condanna definitiva per disastro ambientale. el maggio 2024 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha nuovamente sequestrato i beni e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, all’esito dell’istruttoria camerale, ha disposto la confisca, ribadendo la perdurante pericolosità qualificata degli imprenditori colpiti dalla confisca, la strutturale e significativa sproporzione tra il patrimonio accumulato nel tempo e i redditi leciti dichiarati, e l’inidoneità delle giustificazioni difensive.

Nel decreto i giudici hanno evidenziato la “concreta e grave capacità criminale” degli imprenditori che ha provocato “conseguenze devastanti nei territori interessati e per l’ambiente nonché per gli animali e le persone, per le quali la relazione di malattie tumorali a quelle attività che avvelenavano i terreni è più che un sospetto”. I fratelli Pellini quindi “non erano onesti imprenditori, per errore impattati nell’illecito”.

L’articolo “Criminali senza scrupoli”, lo Stato si riprende 205 milioni di euro dei fratelli Pellini per il disastro ambientale nella Terra dei Fuochi proviene da Il Fatto Quotidiano.


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