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Missile colpisce base in Kuwait, militari italiani di Istrana in pericolo?

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Un nuovo missile ha colpito ieri mattina la base aerea Ali Al Salem in Kuwait, dove sono dispiegati militari dell’Aeronautica italiana, tra cui quindici soldati provenienti dal 51° Stormo di Istrana. L’ordigno è caduto all’interno del perimetro aeroportuale intorno alle 8:00, non lontano dal bunker dove il personale aveva trovato rifugio.

Si tratta del secondo attacco in pochi giorni, dopo quello di sabato quando un missile iraniano aveva provocato danni significativi, distruggendo alcuni alloggi e compromettendo la pista di decollo. La situazione resta tesa sia in Kuwait che nella base veneta di Istrana, dove le attività operative sono state temporaneamente sospese, con gli F35 e gli F16 americani fermi a terra.

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Il clima di preoccupazione si respira anche nel comune trevigiano che ospita la base italiana. Il sindaco Maria Grazia Gasparini ha espresso la sua inquietudine per il prolungato silenzio sulle operazioni militari, che coinvolgono oltre 300 persone all’interno della struttura. “Non siamo abituati a questa mancanza di comunicazioni”, ha dichiarato il primo cittadino, chiedendo l’istituzione di un tavolo in prefettura per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione.

Nonostante la tensione, Gasparini ha voluto rassicurare la popolazione locale: “Solo un’escalation davvero significativa del conflitto potrebbe rendere il nostro territorio un potenziale obiettivo”. Le sue parole mirano a stemperare le preoccupazioni dei residenti, pur nella consapevolezza della delicatezza del momento.

Il 51° Stormo di Istrana rappresenta un’importante realtà militare nel panorama della difesa aerea nazionale. I suoi uomini, ora parzialmente dispiegati in Kuwait, stanno affrontando una situazione complessa nel contesto delle crescenti tensioni in Medio Oriente. Le misure di sicurezza sono state ulteriormente rafforzate, mentre prosegue il massimo riserbo sulle operazioni in corso.

La comunità locale segue con apprensione gli sviluppi della situazione, in attesa di notizie più dettagliate sulla sicurezza dei militari trevigiani. Le istituzioni mantengono alta l’attenzione, pronti a gestire eventuali evoluzioni della crisi che potrebbero avere ripercussioni anche sul territorio nazionale.


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