Cultura

Archive – Glass Minds | Indie For Bunnies

Una garanzia gli Archive, collettivo inglese che dal lontano 1994 ha costruito una carriera solida e variegata, tra cambi di formazione e una ricerca continua di sonorità che partendo dall’elettronica più pura e dal trip – hop dell’esordio  “Londinium” li ha portati a spaziare verso psych rock e alt rock con attitudini prog unendo spesso forma e sostanza.

Credit: Yagub Allahverdiyev

Molto l’interesse generato in Europa (Francia soprattutto, ma anche Belgio, Germania) meno in Italia dove hanno suonato spesso ma sono rimasti privilegio degli intenditori che li vedranno con i Joycut all’Estragon di Bologna il prossimo 18 aprile. Le cose non sono cambiate neppure con “False Foundation” del 2016 e il monumentale triplo “Call to Arms and Angels” del 2022, di cui “Glass Minds” è il successore.

Un’ora e diciassette minuti di evoluzioni sonore per un disco prodotto insieme al collaboratore storico Jerome Devoise e registrato tra Brighton e Londra, copertina dell’artista  Alaric Hammond, riferimenti all’intera loro discografia a partire dall’elettronica cupa e minimale di “Broken Bits”, mentre la title track con la voce glaciale di Lisa Mottram si fa apprezzare per il crescendo di un arrangiamento che da minimal diventa orchestrale con ampio uso di tastiere e della batteria.

Il gotico e dolente “Patterns” è uno dei brani simbolo, lega questo disco alla storia degli Archive, c’è spazio anche per l’alt rock dinamico e deciso del singolo “Look At Us” tra chitarre incalzanti e un testo che parla d’inganno e menzogne. Il ritmo cambia ancora e torna all’elettronica con la ritmata “When You’re This Down”  prima di “So Far From Losing You” brano vulnerabile e sincero con un arrangiamento evocativo che unisce elettronica e archi.

“Glass Minds” segna il passaggio degli Archive a un sound elettro pop simboleggiato da “Wake Up Strange” che progressivamente diventa più complesso tra poesia, introspezione (la delicata “City Walls”, “The Love The Light” ancora con Mottram alla voce) ballate eleganti, potenti come “Shine Out Power” e “Where I Am”,  la particolarità di “Heads Are Gonna Roll” con il rapper Jimmy Collins al microfono in un bel mix di elettronica e hip hop che dimostra come gli Archive non perdano mai la voglia di sperimentare.


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