Lazio

servono più agenti e mezzi

Non è soltanto il dolore per tre vite spezzate. È un senso di vulnerabilità che attraversa i quartieri tra la Collatina e il Quarticciolo, un’inquietudine che monta mentre via Collatina si riempie di fiori e biglietti. E che oggi trova voce nelle parole del presidente del Municipio V, Mauro Caliste.

«Gli standard di sicurezza non sono garantiti», denuncia il minisindaco, alla guida del territorio da quattro anni. Un’accusa diretta, senza sfumature, che punta il dito contro la carenza di organico e di mezzi delle forze dell’ordine. «Con le risorse attualispiegai tempi di intervento delle pattuglie risultano più lunghi rispetto agli standard ordinari».

Parole che suonano come un atto d’accusa verso il Governo, a cui Caliste chiede un rafforzamento «stabile e strutturale» dei presìdi, non interventi emergenziali dopo le tragedie.

Dallo stupro alla strage: ferite ancora aperte

Il Municipio V non è nuovo a episodi che hanno scosso l’opinione pubblica. Negli ultimi anni, la violenza sessuale al parco di Tor Tre Teste aveva già acceso i riflettori su una sicurezza percepita come fragile. Ora, la strage di via Collatina riapre una ferita mai rimarginata.

«I nostri quartieri non possono diventare teatro di dinamiche criminali che mettono a rischio la vita di chi vi transita solo per caso», ribadisce Caliste. Un messaggio che intercetta la paura di residenti che parlano di inseguimenti sempre più frequenti, di controlli insufficienti, di pattuglie che arrivano quando ormai è troppo tardi.

La notte dell’inseguimento

Patrizia, 64 anni. Giovanni Battista, 70. Alessio, 41. Una famiglia distrutta in pochi secondi. Stavano tornando a casa dopo una serata tranquilla quando la loro auto è stata travolta da una Toyota Yaris con a bordo tre uomini sudamericani in fuga, inseguiti dalla Polizia di Stato.

Un impatto devastante, al termine di un inseguimento ad alta velocità. La dinamica è ora al vaglio degli inquirenti, ma il bilancio è già definitivo: tre vittime innocenti, una comunità sotto shock.

Via Collatina si ferma

Sul luogo dell’incidente, l’asfalto porta ancora i segni della frenata e dello schianto. Intorno, mazzi di fiori e lumini. Tra i messaggi lasciati dai residenti, uno colpisce più degli altri: «Il destino vi ha uniti anche nella più brutta svolta della vostra vita».

Mentre la politica discute di organici e riforme, la periferia chiede risposte immediate. Non solo cordoglio, ma prevenzione. Non solo parole, ma presìdi.

Perché qui, tra le strade larghe e i palazzi popolari, la sensazione è che la fatalità non basti più a spiegare tutto.

E la rabbia, oggi, pesa quasi quanto il dolore.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »