Puglia

Danza e velaterapia, pilates e teatro nei percorsi oncologici Asl

Non solo terapie farmacologiche e protocolli clinici, ma anche danza e teatro, pilates, laboratori di cucina e percorsi di sostegno psicologico: negli ospedali dell’ASL Bari l’oncologia si apre sempre più a un modello di cura che mette al centro la persona. Parte così ufficialmente il progetto di umanizzazione delle cure finanziato dalla Regione Puglia, con attività dedicate al benessere emotivo e relazionale dei pazienti oncologici negli ospedali San Paolo di Bari e della Murgia ‘Fabio Perinei’ di Altamura. La partenza delle attività è stata formalizzata oggi nel corso di un incontro tra i referenti delle associazioni LILT Bari, Energia Donna ODV e Una Rosa Blu per Carmela e il direttore generale dell’ASL Bari, Luigi Fruscio, accompagnato dal responsabile dell’Oncologia medica del San Paolo, dottore Francesco Giuliani.

Un momento istituzionale ma anche simbolico, che segna l’avvio concreto di un modello di presa in carico capace di integrare la terapia clinica con un percorso strutturato di supporto dedicato ai pazienti oncologici e ai loro familiari. Un percorso che affonda le radici in una collaborazione già consolidata: le associazioni, infatti, operano da anni accanto agli ospedali del territorio, impegnandosi nell’umanizzazione dell’assistenza e nel sostegno a pazienti, familiari e operatori sanitari, con particolare attenzione alla dimensione psicologica ed emotiva della malattia. Un impegno che oggi si rafforza e si struttura ulteriormente attraverso un progetto condiviso e finanziato a livello regionale.

I progetti finanziati dalla Regione Puglia saranno realizzati in collaborazione con le tre associazioni del territorio – LILT Bari, Energia Donna ODV e Una Rosa Blu per Carmela – selezionate tramite procedura pubblica e coinvolte in un percorso di co-progettazione con la ASL. Le attività affiancheranno le cure mediche tradizionali con interventi orientati al benessere complessivo della persona: sostegno psicologico individuale (anche domiciliare e online), psicoterapia di gruppo, terapia del suono, danza e pizzica salentina, biodanza, laboratorio teatrale, corsi di pilates, velaterapia, percorsi di nutrizione oncologica e laboratori di cucina, oltre ad attività dedicate alla cura dell’immagine e al benessere in corsia. Iniziative che lavorano su corpo, emozioni e relazioni, restituendo centralità alla persona e non solo alla patologia.

Il primo appuntamento è in programma domani, mercoledì 4 marzo alle ore 17.00, presso la sala convegni della direzione sanitaria dell’Ospedale San Paolo di Bari, con l’avvio del percorso di Biodanza – “La danza della vita”, condotto da Mariella Lorusso, facilitatrice di Biodanza Sistema Rolando Toro Araneda dell’Accademia delle Relazioni Umane A.S.D. L’iniziativa è rivolta alle donne in percorso oncologico e non è necessario saper ballare. Seguiranno la settimana prossima gli appuntamenti con il sostegno psicologico della Lilt  (lunedì 9 mrzo) e il benessere in corsia con interventi estetici ad Altamura (mercoledì 11 marzo).

“Con l’avvio di questi progetti, l’ASL Bari consolida un modello di sanità che affianca alla competenza clinica un’attenzione concreta alla dignità, all’autostima e al benessere dei pazienti, rafforzando l’alleanza tra istituzione sanitaria e associazioni del territorio. Un passo importante verso una medicina che non cura soltanto la malattia, ma accompagna la persona lungo tutto il suo percorso di vita”, ha sottolineato il dg Fruscio.

L’integrazione tra cure sanitarie e percorsi di umanizzazione produce effetti concreti e documentati anche sul piano clinico. “La letteratura scientifica – ha spiegato il dottor Giuliani – in ambito di psico-oncologia evidenzia che la presenza di un supporto strutturato può aumentare l’aderenza alle terapie fino al 15–20%, ridurre ansia e depressione tra il 30% e il 40% e migliorare la qualità della vita percepita tra il 25% e il 35%. Un paziente sostenuto dal punto di vista psicologico e relazionale affronta con maggiore consapevolezza e continuità il percorso terapeutico, collabora in modo più efficace con l’équipe medica e gestisce meglio gli effetti collaterali, con una significativa riduzione dell’abbandono dei trattamenti”.




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