Guerra in Iran, pronto il rientro per gli studenti italiani a Dubai
Dopo giorni di blocco per la crisi in Medio Oriente, previsto oggi, martedì 3 marzo 2026, il volo speciale per il rientro degli studenti italiani a Dubai, tra loro anche gli studenti calabresi
È PREVISTO per oggi, martedì 3 marzo 2026, il rientro in Italia del gruppo di circa duecento studenti minorenni che si trovavano a Dubai per partecipare al programma “Ambasciatori del futuro”, organizzato dall’associazione World Student Connection. Tra loro anche alcuni studenti calabresi, come i due alunni del liceo scientifico “Mattei” di Castrovillari e la studentessa del liceo classico “Galluppi” di Catanzaro.
DUBAI, PIANIFICATO IL RIENTRO DEGLI STUDENTI ITALIANI
Sarebbero dovuti rientrare sabato, ma l’escalation militare nell’area, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, ha bloccato tutto: spazio aereo chiuso, almeno 5mila voli cancellati, traffico aereo in tilt (anche perché a Dubai, come a Doha o a Abu Dhabi, fanno scalo diversi voli provenienti dall’Europa e diretti verso l’Asia). Permanenza forzata quindi, in un clima d’allerta per la reazione dell’Iran.
Da ieri, lunedì due marzo 2026, seppure a regime ridotto, gli scali degli Emirati e del Qatar hanno ripreso a operare.
IL VOLO SPECIALE PER GLI STUDENTI A DUBAI
E su richiesta della Farnesina le autorità emiratine metteranno oggi, martedì 3 marzo 2026, a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro degli studenti. Ad annunciarlo ieri, lunedì 2 marzo 2026, è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso dell’audizione, con il collega Guido Crosetto, davanti alle commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato.
TAJANI: «IL GOVERNO STA FACENDO IL POSSIBILE»
Tajani ha detto che il governo italiano sta facendo «tutto ciò che è possibile» per il rimpatrio dei cittadini che attualmente si trovano nelle aree del Medio Oriente. Parliamo di circa 70mila persone, che si trovano nei Paesi interessati dalla crisi, per l’80% si tratta di presenze stabili. Numeri che rendono impossibile organizzare l’evacuazione di tutti, spiega la Farnesina, ma il ministero sta operando per aiutare i concittadini intenzionati a ripartire.
GLI ITALIANI A DUBAI E ABU DHABI
«Trentamila circa risiedono solo a Dubai e Abu Dhabi. Ci sono tra loro residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran – continua Tajani – si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti. Oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker, e sono tutti incolumi».
IL LAVORO DELLA FARNESINA
La Farnesina sta «lavorando per portare all’aeroporto di Riad gli italiani che vogliono partire dal Qatar e dal Bahrain, nella speranza che si possa aprire il prima possibile l’aeroporto di Dubai insieme a quello di Abu Dhabi», spiega Tajani. Il ministero degli Esteri lavora anche per trasportare via pullman da Dubai all’Oman gli italiani che hanno la possibilità di prenotare un volo con le linee aeree locali attraverso prenotazione anticipata ed è stata attivata una task force italiana al confine con gli Emirati Arabi Uniti, oltre a desk di supporto in tutti gli aeroporti dell’area.
Gli altri connazionali «sono protetti in alberghi dei Paesi dove si trovavano in vacanza o di passaggio» e gli addetti ai lavori stanno «seguendo in tutti i modi possibili» anche gli italiani bloccati negli altri aeroporti tramite assistenza medica e consolare, «ma i numeri – prosegue il titolare della Farnesina – sono talmente alti che è difficile poter risolvere i problemi di tutti».
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