Amiu, Usb torna all’attacco: “Esternalizzazioni e blocco del turn over, così azienda senza futuro”

Genova. Un futuro aziendale incerto, con servizi esternalizzati e le carenze di personale divenuti oramai una criticità strutturale che viene affrontata di volta in volta con contratti precari. Questa sono in sintesi le preoccupazioni del sindacati di base Usb per Amiu, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Genova e nel territorio metropolitana.
Preoccupazioni messe nero su bianco in una nota stampa diramata in queste ore, in previsione di un prossimo incontro che i rappresentanti sindacali avranno con la nuova dirigenza e con l’amministrazione comunale. Un incontro atteso e che arriva in uno momento cruciale per l’azienda: entro la metà di marzo, infatti, sono attesi i risultati dello studio voluto dall’amministrazione comunale sull’andamento della Tari e – conseguentemente -sulla chiusura del ciclo dei rifiuti con un nuovo impianto di cui la Liguria è sprovvista. Su questo sempre a marzo, dovrebbe partire il bando regionale per il project financing per la realizzazione di un termovalorizzatore: “La Regione, tramite l’Agenzia Regionale Ligure per i Rifiuti, nella prospettiva della chiusura del ciclo, ha emesso un bando per la costruzione di un termovalorizzatore al quale hanno partecipato 6 grandi operatori”. Amiu non è tra questi: aveva chiesto un proroga dei termini per approfondire, prorogata negata da Regione Liguria. Ora il timore di Usb è che, in questo complesso mosaico, l’azienda municipale non abbia alcuna “voce in capitolo”.
Uno dei passaggi più critici del comunicato stampa riguarda la gestione del personale dopo la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Nonostante il bilancio sia in attivo, la rotta impressa sembrerebbe, secondo Usb, essere quella dell’austerità. Stando alle dichiarazioni del sindacato, si prevedono “forti riduzioni del personale che verrebbero effettuate soprattutto col blocco del turnover”. Una dinamica che, incrociandosi con l’età media elevata e le patologie professionali, rischia di svuotare l’azienda: “Saranno pertanto numerosi i posti di lavoro che andranno perduti a discapito di quei lavoratori stagionali che si trovano davanti un’opportunità lavorativa sempre più incerta”.
Usb avverte poi che la carenza di organico sta già producendo effetti tangibili sulla qualità delle prestazioni. “Già oggi la mancanza di organico impedisce un servizio adeguato che andrà incontro a un evidente peggioramento senza che ci sia un progetto di sviluppo o un programma industriale proporzionato alle necessità dell’azienda e della città”, si legge nella nota. Il sindacato denuncia inoltre il rischio di una deriva verso le esternalizzazioni, citando quanto già avvenuto ad Arenzano, Cogoleto e Valle Stura, dove il servizio è stato affidato tramite gara a soggetti esterni. Una situazione simile a Genova si sarebbe vista durante le festività natalizie: “Il servizio ha retto perchè sono stati assunti per un mese 80 lavoratori, cosa che la dice lunga sulle vere necessità dell’azienda”, commenta Paolo Petrosino di Usb.
“Possibile che non esista una proposta o un’idea che travalichi l’oggi e che traguardi l’attuale limitata visione magari coinvolgendo altre aziende pubbliche presenti in regione? – chiude la nota di Usb – La nostra posizione rimane ferma: sappiamo che l’azienda che gestisce i milioni della Tari fa gola a molti, soprattutto se alleggerita di 300 o 400 stipendi. Ma il nostro impegno è quello di restare al fianco dei lavoratori, opponendosi a qualunque vendita senza una prospettiva di sviluppo e crescita”.




