Approvato il piano Integrato di salute del Casentino per il 2026

La conferenza sanitaria del Casentino ha approvato il Piano Integrato di Salute (PIS) 2026, lo strumento di programmazione che definisce gli obiettivi e le priorità socio-sanitarie del territorio per il prossimo anno, in coerenza con la pianificazione regionale e aziendale. Il piano rappresenta il principale atto di indirizzo per l’organizzazione e lo sviluppo dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali della vallata, con particolare attenzione alla presa in carico delle fragilità, alla domiciliarità, al rafforzamento della medicina territoriale e alla piena integrazione tra ambito sociale e sanitario.
Tra le priorità individuate figurano: • il potenziamento delle cure territoriali e della continuità ospedale-territorio; • lo sviluppo e il consolidamento delle Case di Comunità; • il rafforzamento della domiciliarità e delle cure intermedie; • l’attenzione alla disabilità, alla salute mentale e alle dipendenze; • il sostegno alle famiglie e alle persone anziane, in un contesto demografico caratterizzato da un forte invecchiamento della popolazione.
Il presidente della Conferenza Sanitaria del Casentino, nonché sindaco di Bibbiena, Filippo Vagnoli ha dichiarato: “Con l’approvazione del Piano Integrato di Salute 2026, la conferenza sanitaria del Casentino conferma una scelta strategica chiara: rafforzare l’integrazione socio-sanitaria come pilastro fondamentale delle politiche territoriali. In un’area interna e montana come la nostra, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una crescente complessità dei bisogni, non è più pensabile distinguere rigidamente tra ambito sociale e sanitario. La risposta efficace passa necessariamente attraverso una programmazione condivisa tra Comuni e Azienda sanitaria, una governance unitaria e una presa in carico integrata delle persone e delle famiglie. Il Piano 2026 va esattamente in questa direzione: potenziamento della domiciliarità, sviluppo delle Case di Comunità, continuità tra ospedale e territorio, rafforzamento della rete infermieristica, attenzione alla disabilità, alla salute mentale e alle situazioni di fragilità. Tutto questo si fonda su un principio essenziale: lavorare insieme, superando frammentazioni e sovrapposizioni. L’approvazione del PIS rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma l’inizio di una fase operativa in cui sarà determinante la collaborazione istituzionale, la condivisione delle responsabilità e il monitoraggio costante dei risultati, per garantire servizi più vicini ai cittadini e una maggiore equità territoriale in tutto il Casentino.”
La direttrice della Zona Distretto Casentino, Marzia Sandroni, ha aggiunto: “Il Piano Integrato di Salute 2026 è il risultato di un lavoro tecnico e istituzionale condiviso, costruito sull’analisi dei bisogni reali della popolazione e sul confronto costante con i Comuni. Il rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria non è solo un principio programmatorio, ma un modello organizzativo concreto che si traduce in equipe multi professionali, presa in carico unitaria, sviluppo della telemedicina, potenziamento delle cure domiciliari e delle strutture territoriali. In un territorio come il Casentino è fondamentale garantire prossimità, continuità assistenziale e accessibilità ai servizi, soprattutto per le persone più fragili. Il PIS 2026 consolida il percorso già avviato e pone le basi per un ulteriore miglioramento della qualità e dell’appropriatezza delle risposte ai cittadini.”
“Salviamo l’ospedale e i servizi del territorio”
Su questi temi si inserisce l’attività del comitato di partecipazione “Salviamo l’ospedale e i servizi del territorio” Il 25 febbraio 2026, a Siena, il omitato ha incontrato la direttrice sanitaria della ASL Toscana Sud Est Barbara Innocenti per un aggiornamento sulla riorganizzazione in atto, nell’occasione è emerso che sul personale infermieristico non ci dovrebbero essere carenze. Sul fronte delle Case di Comunità, sono già operative le strutture di Stia, Poppi e Rassina. La quarta – la Casa di Comunità Hub collegata all’Ospedale di Bibbiena – sarà inaugurata entro il 30 aprile 2026.
“Speriamo che i tempi vengano rispettati – dichiara la presidente Sandra Panoni – mercoledì prossimo incontreremo la direttrice della Zona distretto Casentino Marzia Sandroni per avere un quadro preciso sui servizi che vi saranno presenti”. Riguardo alla rete ospedaliera, la Direzione intende valorizzare ogni presidio secondo le proprie specificità. Per Bibbiena un asset fondamentale è la Rianimazione, assente in altri ospedali della rete. «È un reparto che dobbiamo assolutamente mantenere – sottolinea Panoni – sul fronte chirurgico preoccupa invece il calo degli interventi nell’ultimo anno. Il concorso bandito per due nuovi medici, con 70 candidature pervenute, e il progetto di un’equipe chirurgica presente a turno nelle varie strutture insieme a medici interventisti sono segnali positivi. L’obiettivo è riportare i volumi operatori almeno ai livelli degli anni precedenti, se non addirittura maggiore, per garantire qualità ai cittadini casentinesi e un ambiente di lavoro stimolante per i giovani medici”.
Il Comitato ha poi partecipato alla riunione convocata dal presidente della Conferenza dei Sindaci Filippo Vagnoli. “In questa fase non possiamo permetterci di perdere nemmeno un servizio: anzi, dobbiamo puntare ad ampliare l’offerta sanitaria – conclude Panoni – per monitorare le decisioni su Chirurgia, Rianimazione e tutti i servizi è già fissato per il 12 marzo un incontro con il direttore generale, insieme al sindaco di Bibbiena. Infine, in previsione dell’apertura della Casa di comunità hub, il Comitato ha sollevato il tema dei parcheggi: tra le ipotesi in esame, la realizzazione di un piano rialzato sull’attuale area di sosta, ancora da definire”.
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