Abruzzo

“Esperienza traumatica”, si lavora per il rientro in sicurezza [VIDEO]


C’è anche Alessandro, 24 anni, francavillese che vive a Roma, fra i numerosissimi italiani bloccati negli Emirati Arabi a causa della chiusura dello spazio aereo. Il giovane, in vacanza a Dubai, è stato contattato dalla sindaca Luisa Russo, che ha deciso di condividere il video della videochiamata suoi social. 

“Come lui – ha spiegato – tanti francavillesi e italiani stanno vivendo momenti di forte apprensione a causa delle crescenti difficoltà in tutto il Medio Oriente. Ricevono notizie contrastanti, i numeri di emergenza spesso non funzionano e molti di loro sono soli, lontani dalle proprie famiglie, senza certezze sui tempi e sulle modalità di rientro”.

 

Secondo le rassicurazioni ricevute dall’onorevole Luciano D’Alfonso, si starebbe lavorando per organizzare un rientro dei cittadini italiani entro mercoledì 4 marzo. “È fondamentale mantenere alta l’attenzione”, aggiunge Russo. “Chiediamo con forza che tutte le istituzioni competenti continuino ad agire con tempestività per garantire sicurezza e rientro ai nostri concittadini. A tutte le famiglie che stanno vivendo ore di ansia voglio dire: non siete sole”, ha concluso.

 

Sono diversi i cittadini di Francavilla al Mare e gli abruzzesi che in questo momento si trovano a Dubai, chi per lavoro, chi perché ha deciso di vivere negli Emirati. Alessandro, che lavora in un hotel a Roma, è partito da solo per qualche giorno di ferie, ma è rimasto bloccato a causa delle tensioni internazionali. 

 

Comprensibilmente preoccupato dalla situazione, ha raccontato alla sindaca Russo la paura e la confusione di questi giorni: “I numeri di emergenza non sono attivi – dice – non riusciamo a comunicare con le istituzioni. Stamattina (lunedì 2 marzo) ci siamo svegliati con esplosioni che abbiamo sentito abbastanza vicino, anche se la notte di sabato è stata quella peggiore, anche perché le esplosioni erano sulla nostra testa”.

 

Il giovane racconta una “esperienza traumatica”, anche per il fatto che, lamenta, dal consolato arrivano indicazioni contraddittorio: “Ci dicono di andare negli uffici delle compagnie aeree per saperne di più, ma allo stesso tempo di restare al sicuro in hotel. Qui le notizie arrivano in modo confusionario, quello che sappiamo lo veniamo a sapere dall’Italia”.

 

 

 

 

 

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