difficoltà nel rispetto delle regole
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Nuovi sviluppi nella vicenda della “famiglia nel bosco”, con la struttura di accoglienza abruzzese che chiede il trasferimento del nucleo familiare e dichiarazioni esclusive dei genitori al programma australiano “60 Minutes”.
Catherine e Nathan, i genitori al centro del caso che ha attirato l’attenzione mediatica internazionale, hanno rilasciato un’intervista alla giornalista Amelia Adams, esprimendo preoccupazione per le condizioni dei loro figli. “Il nostro bambino si sveglia di notte urlando, cercando la madre”, rivela Catherine, che dopo un iniziale periodo di adattamento ha deciso di assumere una posizione più ferma: “Il primo mese ho seguito ogni indicazione, ora devo proteggere i miei figli”.
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La permanenza in Italia resta un’opzione aperta ma condizionata. Nathan si dice disponibile a rimanere nel paese “solo se i nostri figli saranno al sicuro”, sottolineando come i bambini “non meritino questa situazione”. Più netta la posizione di Catherine, che esclude la permanenza in Italia nelle attuali condizioni. Il ritorno in Australia appare impraticabile per ragioni pratiche: “Lee, il nostro cavallo, è troppo anziano per affrontare un altro volo”, spiega la madre, prospettando la possibilità di “ricominciare da capo in Europa”.
Nel frattempo, emergono criticità nella gestione quotidiana presso la struttura di accoglienza. I responsabili hanno inoltrato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila una dettagliata relazione, evidenziando difficoltà nel rispetto delle regole interne e tensioni nella gestione degli spazi comuni. Il documento sottolinea situazioni di disagio che richiederebbero interventi specifici per tutelare il benessere dei minori.
La famiglia contesta questa rappresentazione, attribuendo le difficoltà al contesto della struttura e richiedendo soluzioni che salvaguardino i legami affettivi. La vicenda si complica ulteriormente per le controversie relative alla perizia sulle capacità genitoriali disposta dal Tribunale. Mentre la consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli conferma la fiducia nella psicologa incaricata, i legali dei genitori ne hanno richiesto la sostituzione, sollevando dubbi sull’imparzialità e contestando alcune dichiarazioni pubblicate sui social media.
La situazione resta in evoluzione, con il Tribunale chiamato a valutare sia la richiesta di trasferimento sia le contestazioni sulla perizia, in un delicato equilibrio tra le esigenze di tutela dei minori e il rispetto dei legami familiari.
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