Economia

Non solo Btp: come si spiegano gli ottimi numeri del mercato dei bond corporate italiani


Il mercato dei Titoli di Stato italiani sta vivendo un vero e proprio “boom” di raccolta, caratterizzato da una domanda record da parte dei risparmiatori retail. Emissioni recenti di Btp hanno registrato ordini miliardari, confermando la forte fiducia nel debito italiano e l’attrattività dei rendimenti offerti.

“Il successo dei titoli di Stato italiani si spiega innanzitutto con il livello dei rendimenti, che negli ultimi anni è tornato interessante dopo una lunga fase di tassi molto bassi – ha dichiarato Andrea Beltratti, professore ordinario del Dipartimento di Finanza presso l’Università Bocconi – I Btp offrono un premio rispetto ad altri titoli governativi dell’area euro, compensando il maggiore rischio percepito. Inoltre, la stabilità istituzionale e l’appartenenza all’Eurozona riducono il rischio di scenari estremi, rendendo il debito italiano un investimento appetibile in un’ottica di portafoglio”.

Inoltre, le obbligazioni beneficiano della forte domanda da parte degli investitori nazionali e internazionali che cercano diversificazione. “In prospettiva, l’outlook positivo di S&P suggerisce che i BTP potrebbero acquisire un peso significativo nei portafogli asiatici una volta ottenuto il rating A nei prossimi 18 mesi circa, con flussi preliminari che dovrebbero fornire un sostegno continuo – ha aggiunto Annalisa Piazza, Fixed Income Portfolio Manager di MFS IM – Infine, la prospettiva di un sostegno implicito da parte dell’Unione Europea offre un ulteriore livello di sicurezza, rendendo i BTP una scelta interessante per l’allocazione di portafoglio”.

Un altro fattore chiave è l’ampia base domestica di risparmio. “Le famiglie italiane hanno una tradizionale propensione all’investimento in titoli pubblici, favorita anche da strumenti dedicati al retail, come Btp Valore o Btp Italia – ha proseguito Beltratti – In un contesto di volatilità azionaria, i titoli di Stato rappresentano un’ancora di stabilità e una fonte di reddito periodico. Infine, la crescente attenzione alla gestione attiva della liquidità da parte degli investitori istituzionali sostiene ulteriormente la domanda”.

Sugli scudi negli ultimi tempi c’è anche il mercato dei bond corporate italiani, che ha registrato volumi di raccolta record grazie a una forte domanda da parte degli investitori e a un miglioramento della stabilità politica.

“Il boom delle emissioni corporate italiane riflette la ricerca di rendimento da parte degli investitori, che guardano con interesse a società solide capaci di offrire spread interessanti rispetto ai titoli governativi – ha aggiunto Beltratti – Molte imprese italiane hanno rafforzato i bilanci negli ultimi anni, migliorando rating e trasparenza, e questo ha accresciuto la fiducia del mercato”.

In parallelo, le aziende hanno colto la finestra favorevole per diversificare le fonti di finanziamento, riducendo la dipendenza dal credito bancario. “L’accesso diretto al mercato obbligazionario consente di allungare le scadenze del debito e stabilizzare i costi finanziari. Inoltre, la crescente attenzione verso sostenibilità ed ESG ha favorito l’emissione di green e sustainability-linked bond, ampliando la platea di investitori interessati. In sintesi, l’incontro tra domanda di rendimento e maggiore maturità finanziaria delle imprese spiega le raccolte record”, ha concluso Beltratti.

Importante specificare che la tassazione sulle plusvalenze dei bond in Italia è del 26% per le obbligazioni societarie (corporate) e bancarie, ma scende al 12,5% per l’aliquota agevolata riservata a titoli di Stato italiani, equiparati e white list.


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